Per questo splendido risotto primaverile devo ringraziare Cristiana dell’Azienda DICRISTIANA – Eccellenze Biologiche Italiane.
Il Cru n. 6 “L’identità e i sentori di questi chicchi nascono dal campo più piccolo dell’azienda, l’eccellenza in un solo ettaro
E poi, devo ringraziarla perché grazie al suo riso carnaroli classico biologico è riuscita (devo ammettere, senza eccessivi sforzi) a rendere parte attiva del mio scatto con il RISOTTO anche mio marito!!! ☺️
Un traguardo importante da non tralasciare!
Grazie ancora … e prestissimo assaggerò tutto il resto del pacco ricevuto, coinvolgendo sicuramente per cena qualche cara amica!
Anzi … si cerca di riutilizzare al meglio quello che avanza, a volte con risultati inaspettati!! Piovono polpette … da me!
Il ripieno: vi ricordate i Balanzoni Bolognesi?! Quei tortelloni verdi ripieni di #ricotta e #mortadella ?! Beh, con l’aggiunta di qualche spezia e un altro pochino di ricotta, una panatura top tutta croccante, ho ottenuto queste piccole polpette cotte in forno e saporitissime!
Ingredienti:
Ricotta vaccina 230 gr
mortadella 170 gr
formaggio grattugiato 100 gr
spinaci freschi 130 gr
noce moscata q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
1 uovo intero
1 cucchiaio di pangrattato
Panatura di mais speziata
olio EVO qb
Procedimento:
In un recipiente capiente amalgamare la ricotta con l’uovo, la maortadella tritata in mixer, gli spinacoi sbollentati per un minuto in acqua calda salata, strizzati e raffreddati, il formaggio e tutti gli altri ingredienti (ad eccezione del Pangrattato speziato).
Formare delle piccole biglie schiacciate, avvolgerle nella panaura e disporle su una teglia rivestita di carta da forno, aggiungendo un filo di olio EVO.
Mettere in forno a 180 gradi per 10/15 minuti. Servire calde.
Diciamo pure che si tratta di un tortellino, ma un pò diverso dal solito e un pò lontano dalla tradizione bolognese. Nella forma lo ricorda molto, ma non nella sostanza. Potrebbe piacere a chi, come me, osa un pochino in cucina, a chi, come me, non si vuole annoiare e cerca di mescolare sapori, profumi e sensazioni.
Qui il re del piatto non è il tortellino, ma il caffè, aggiunto sia nell’impasto della sfoglia e sia nel ripieno.
E poi c’è lo zafferano, quello di Daniela, che rilascia un profumo unico!
La ricetta? scorrete qui … e non vi pentirete :))
Ingredienti:
200 gr di farina di semola
2 uova intere piccole
1 cuchiaino d’olio EVO
1 cucchiaino di polvere di caffè
Per il ripieno:
200 gr di ricotta vaccina compatta
erba cipollina
1 cucchiaino di polvere di caffè
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
prezzemolo
pepe
sale
Per la salsa:
Qualche pistillo di zafferano
200 gr di Besciamella
sale
pepe
50 ml di brodo caldo di verdure
Parmigiano grattugiato qb
polvere di caffè qb
Procedimento:
Mescolare le uova, con il caffè, la farina e l’olio, formando un panetto piuttosto morbido e farlo riposare per una mezz’ora.
In una ciotola, mescolare gli ingredienti per il ripieno. creare delle sfoglie di pasta sottili (n. 5) e ricavare dei quadrati di due cm per lato; al centro posizionare un pò dell’impasto e chiudere a tortellino. Poggiare su un vassoio con un pò di farina. Proseguire con gli altri. Bollire l’acqua con un pò di sale in una pentola capiente per cuocere i tortellini (dovranno cuocere circa 5/6 minuti). A parte, in un pentolino, versare la besciamella, lo zaffereno sciolto nel brodo (qualche pistillo tenerlo da parte) e un pò di parmigiano, Aggiungere il brodo (se necessario), il pepe e un pizzico di sale. Condire i tortellini dopo averli scolati bene e aggiungere un pò di polvere di caffè. Servire.
Con i risotti si può mettere in campo tutta la propria creatività! Sono delle enormi tele all’nterno delle quali puoi creare e colorare tutto quallo che senti e che vuoi…
Sarà che sono un’amante del riso, soprattutto quando parliamo di riso di qualità.
Qui un carnaroli classico, con l’aggiunta di fiori di lavanda e zest (scorza) di limone.
Se non avete del prosecco per sfumare il riso tostato, potete tranquillamente utilizzare del vino bianco secco.
Ingredienti per 4 persone:
240 gr di riso carnaroli
2 cucchiani di fiori di lavanda essiccati edibili
80 gr di caprino di vacca
buccia grattugiata di limone non trattato
brodo vegetale qb
1 cucchiaio di trito per soffritto
Pepe
Prosecco o Vino bianco (una spruzzata)
un pezzettino di burro
Procedimento:
Mettere sul fornello una padella di medie dimensioni, far soffriggere il burro con il soffritto e aggiungere il riso per farlo tostare circa un minuto. Versare il prosecco o il vino e sfumare.
Versare in una piccola quantità di brodo vegetale caldo la lavanda e lasciarla in infuzione per 5/6 minuti; filtrare il brodo aromatizzato e aggiungerlo al riso saltato. Aggiungere poi, il restante brodo vegetale poco alla volta e mescolare. Coperchiare e cuocere, circa venti minuti (se usate la pentola a pressione, dal sibilo circa 9 minuti, dipende da riso). Un minuto prima della fine della cottura del riso, aggiungere la scorza grattugiata di limone e il caprino. Mantecare e impiattare come in foto. Aggiungere qualche fiore di lavanda, il pepe e un pò di scorza di limone grattugiata. Servire.
La CROSTATA ALLA MARMELLATA, quella che profuma di burro e che ti riporta indietro negli anni, a quando eri bambina…
Ogni tanto ci vuole, soprattutto quando hai bisogno di coccole e di momenti di dolcezza!
Perché a voi non accade mai?!
Qui ho messo mano agli avanzi di marmellata, utilizzando fragole e frutti rossi e poi l’impasto (a parte il burro ) … con farina di farro biologica e quella di grani antichi … era da tanto che sognavo un impasto friabile e che sa di tanto tempo fa … e ci sono riuscita.
Ingredienti per 8 persone:
200 gr di farina di farro biologica Le Farine Magiche
100 gr di farina grani antichi Terra Nobile
1 uovo intero e 1 tuorlo Le Naturelle
130 gr di burro
100 gr di zucchero semolato Eridania
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
Marmellata di fragole e frutti rossi
Zucchero a velo vanigliato
Taglia biscotti a forma di stella
Procedimento:
Aiutandosi con un robot da cucina montare lo zucchero con le uova Aggiungere le farine assieme al cucchiaino di lievito e poi aggiungere il burro. Mescolare bene così da ottenere un panetto liscio e omogeneo. Far riposare in frigo per mezz’ora l’impasto di frolla avvolto da pellicola trasparente.
Ungere una teglia tonda da 24 cm e distendere la base di frolla. Versare le marmellate e livellare bene.
Con la restante frolla tagliare con lo stampo tante stelle da disporre sulla superficie della crostata e tante palline da disporre (leggermente schiacciate) sulla circonferenza della crostata.
Riscaldare il forno statico a 190 gradi e infornare per circa 25 minuti. Far raffreddare bene. Togliere dallo stampo e cospargere di zucchero a velo. Servire.
Tornaco, un piccolo borgo piemontese in provincia di Novara, è conosciuto soprattutto per l’edificio storico Villa Marzoni, oggi sede del Museo della Civiltà e Cultura della Bassa Novarese e per l’antico Castello, distrutto e riscostruito più volte nel corso degli anni.
Ma a Tornaco, oltre alle bellezze da ammirare e visitare, possiamo trovare il riso carnaroli classico e lo zafferano di Daniela Monfrinotti, sommelier del riso, e la sua Azienda che vanta una storia di tanti anni fa.
Mi racconta Daniela che l’Azienda è nata alla fine del 1800 e che, ad occuparsene, erano i suoi nonni e poi i suoi genitori. Sarà probabilmente l’amore per la famiglia e per la sua terra, che hanno spinto e convinto Daniela e suo marito Attilio a portare avanti con entusiasmo quel progetto che sa di antico.
Recentemente, avete inserito anche una gamma di risi “semipronti”. Quali sono le caratteristiche che li rendono “diversi” rispetto agli altri?
“Il riso carnaroli classico e l’autenticità e la genuinità delle migliori materie prime. Il nostro riso, per esempio, di cui curiamo e monitoriamo costantemente la coltivazione in ogni sua fase, viene essiccato e trasformato con cura, prestando attenzione agli effetti della lavorazione sulla resa in cottura del prodotto finito. Per questo, nell’impianto di trasformazione, è stata reintrodotta la sbiancatura a pietra tramite le storiche macchine Amburgo, le uniche in grado di fornire lo standard qualitativo ricercato”.
Copertina Rivista VistoTVCarla De Iuliis e Daniela Monfrinotti (Azienda Agricola della Bassa Novarese)
Il suo sorriso, la sua naturalezza, quel suo essere “alla mano”, la rendono sicuramente una persona speciale e fuori dal comune.
Debora Caprioglio, attrice, veneta di nascita ma romana di adozione, è proprio così: una donna amante della vita e del suo lavoro. Scoperta e lanciata da Klaus Kinski, poi diretta da Tinto Brass, Francesca Archibugi e Ugo Chiti, Debora Caprioglio ha proseguito la sua carriera di attrice in teatro accanto ad artisti di peso quali Franco Branciaroli, Mario Scaccia e Mariano Rigillo, prendendo parte anche a varie serie televisive.
Ho avuto la fortuna di conoscerla, di scambiare con lei qualche parola e di riuscire a scoprire che, oltre ad essere una grande attrice, è anche un’amante del buon cibo.
Qui la mia intervista per il mensile NOVELLA CUCINA.
Con il tuo lavoro sei costretta a viaggiare molto e, diciamo per fortuna, hai anche la possibilità di assaggiare i piatti tipici locali. Ce n’è uno che ami particolarmente e a cui è legato qualche tuo ricordo?
“Come ho già detto, con il mio lavoro viaggio tantissimo e ne approfitto sempre per vedere e scoprire nuovi posti e assaggiare i piatti del territorio. Ce ne sono un’infinità … penso che tutte le regioni italiane conservino tradizioni culinarie e piatti meravigliosi! La Puglia, le sue orecchiette con le cime di rapa, per esempio, mi piacciono molto; ma anche il Ragù alla bolognese, i Ravioli del Plin, il Brasato e i tanti Formaggi piemontesi, la Mozzarella di Bufala di Battipaglia, … Di recente, per esempio, sono stata in Sicilia, a Marzamemi, e qui ho comperato tanti vasetti di tonno e il preparato per la pasta con le sarde. E poi la Calabria, con il suo peperoncino e la Toscana, con la Pappa al pomodoro e la Ribollita … potrei continuare all’infinito!”
A Campli, in Abruzzo, in uno dei Borghi più Belli d’Italia, è tornata anche quest’anno la Sagra più antica d’Abruzzo, quella della Porchetta Italica, inaugurata nell’agosto 1964 e giunta nel 2023 alla sua 52^ edizione.
Dal 18 al 23 agosto, le vie del piccolo e grazioso borgo farnese, si popoleranno di tanti estimatori e curiosi e si profumeranno di una delle tradizioni più antiche e famose d’Italia: la porchetta italica, bene culturale e simbolo gastronomico della cittadina, tramandato negli anni tra le varie generazioni, una volta presente sulle tavole di nobili, vescovi e principi, e da sempre gustata nelle piazze, in occasione di fiere e mercati settimanali.
Insomma, una vera e propria chicca, equiparata dagli esperti a quella di Ariccia (nel Lazio) e a quella di Gutti (in Umbria), e nata dalla perfetta sinergia tra il Comune e l’Associazione Culturale Pro Loco Città di Campli.
“Un evento che, siamo certi, anche quest’anno, come in passato, riuscirà ad attirare un pubblico numeroso e grandi consensi”, mi confida Diego Di Domenico della Pro Loco.
Alla #familydinner dell’altra sera, per le tante cose cucinate, non ho preparato il risotto in programma (quello ai peperoni con il peperone ripieno)…
Mi spiego …
Prendendo spunto da un risottino preparato da Cristiana Sartori (Azienda DICRISTIANA) non tanto tempo fa … ho pensato di preparare un delicato risotto ai peperoni e parmigiano, però collocando al centro (prima di servirlo) un piccolo peperone tondo ripieno.
E, anche se in un secondo momento, il risotto è stato realizzato ed è piaciuta o tanto, ma proprio tanto.
Ingredienti (per due persone):
180 gr di riso carnaroli
2 piccoli Peperoni (verde e giallo)
60 gr di parmigiano grattugiato
2 peperoni tondi piccoli
1 uovo intero
Brodo vegetale qb
Cipolla bianca piccola
Pepe
Vino bianco (una spruzzata)
Olio evo
Prezzemolo
Rosmarino
Olio per friggere (i peperoni)
Procedimento:
Friggere i peperoni gialli e verde tagliati a pezzetti e metterli da parte.
Mettere sul fornello una padella di medie dimensioni, far soffriggere l’olio con parte della cipolla tagliata sottilmente e aggiungere il riso per farlo tostare circa un minuto. Versare il vino e sfumare.
Versare il brodo vegetale poco alla volta e mescolare. Coperchiare e cuocere, circa venti minuti (se usate la pentola a pressione, dal sibilo circa 9 minuti, dipende da riso). A parte pulire i peperoni piccoli, togliendo la parte superiore e privandoli dei semi. A parte sbattere l’uovo con 1 cucchiaio di parmigiano, il pepe, il prezzemolo, la cipolla rimasta tagliata a pezzettini e aggiustare di sale. Farcire i peperoni, coprirli con la loro parte superiore e infornare per 15 minuti irrorandoli con un filo di olio evo e sale. Un minuto prima della fine della cottura del riso, aggiungere i peperoni e il rosmarino fresco. Infine il parmigiano rimasto. Mantecare e impiattare come in foto, con il peperone farcito al centro.
I colori mi sono sempre piaciuti … e, pensate, appena ho iniziato con i social e la cucina (non tantissimo tempo fa), il mio slogan era “Amo colorare i miei piatti”!
Sicuramente da qualche parte comparirà ancora … e, comunque, da allora non è cambiato nulla: continuo a pensarla così.
Quindi, oggi, via libera ai colori !!!
I piatti, quelli di ceramica acquistati a Peschici e che sono stati i protagonisti (assieme ai bicchieri #dipintidame ) della mia #familydinner dell’altra sera. E, ancora, quello che ho messo nei piatti … veloce, colorato, fresco e gustosissimo!
“Gamberi argentini sgusciati al Peperone dolce di Altino con pomodorini secchi e foglie di cetriolo”
Il nome è un po’ lungo … ma il procedimento veramente veloce
Ingredienti per due persone:
8 Gamberi argentini già puliti
1 grande cetriolo
10 pomodorini secchi
1 cucchiaino da caffè di polvere di Peperone dolce di Altino
Olio evo
1 cucchiaio di Cognac
Origano secco
Maggiorana fresca
Salvia fresca
Pepe macinato al momento
Sale
1 spicchio di aglio
Procedimento:
In una padella versare un giro di olio evo e lo spicchio di aglio. Aggiungere i gamberi e sfumare con il Cognac.
Aggiungere il peperone dolce di Altino, il sale e gli odori. Mescolare a fiamma media per due minuti e spegnere il fuoco. Nel frattempo, tagliare a fettine sottili il cetriolo e condire i pomodorini secchi con olio, sale, salvia, origano e maggiorana.
Sistemare nei piatti (come in foto), irrorando con un filo di olio Evo e pepe macinato al momento.
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