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Ci sono marchi che riescono ad attraversare il tempo senza perdere la propria identità, diventando parte della memoria collettiva e dell’immaginario di intere generazioni. Fabbri è uno di questi: un nome che richiama immediatamente il profumo delle amarene, il celebre vaso bianco e blu e una storia tutta italiana fatta di gusto, famiglia e tradizione.

Incontrare Carlotta Fabbri significa entrare in un racconto che unisce passato e futuro. Da oltre un secolo, infatti, l’azienda nata a Bologna continua a evolversi, rimanendo fedele alle proprie radici e allo stesso tempo capace di dialogare con i linguaggi contemporanei, con nuovi mercati e con un pubblico sempre più internazionale.

Carlotta Fabbri rappresenta la quinta generazione alla guida dell’azienda di famiglia e incarna una nuova visione dell’imprenditoria italiana: una leadership che coniuga solide radici storiche con uno sguardo aperto all’innovazione. Dopo un percorso professionale nel mondo della comunicazione e del giornalismo, è entrata in Fabbri 1905 portando con sé un approccio trasversale e una particolare attenzione al racconto del brand, alla relazione con il pubblico e all’evoluzione dei linguaggi.

Carlotta Fabbri

Oggi contribuisce a guidare l’azienda in una fase di grande trasformazione, tra mercati internazionali, nuove modalità di consumo e progetti che guardano al futuro, senza mai perdere di vista l’identità che da oltre cent’anni rende Fabbri un simbolo riconosciuto del gusto italiano nel mondo.

Negli anni il suo ruolo all’interno dell’Azienda Fabbri è cambiato ed evoluto. In che modo è cresciuta professionalmente e quale apporto innovativo ritiene di aver portato, soprattutto in termini di visione e comunicazione. 

“Mi piace sempre raccontare che entrare a lavorare in Fabbri 1905 non è scontato per nessuno dei membri della famiglia. È necessario, prima di accedere a ruoli manageriali, conseguire la laurea e poi cominciare dal basso, ricoprendo diverse mansioni in tutti i reparti che coinvolgono l’azienda, dal marketing alle vendite e, molto spesso, trascorriamo dei periodi anche nelle sedi estere per essere sicuri di conoscere esattamente il funzionamento di una macchina complessa e delicata come Fabbri 1905. Anch’io, dunque, ho avuto l’opportunità di fare questo percorso, in cui ho imparato tanto: tanti i progetti a cui mi sono appassionata fino al punto di svilupparne alcuni, uno tra tutti quello che riguarda il Fabbri shop in centro a Bologna, in cui credo fortemente e al quale dò un contributo concreto per farlo crescere ed evolvere al meglio delle sue possibilità”.

Fabbri è un marchio iconico della tradizione italiana. Come si riesce oggi a mantenere intatta l’identità storica dell’azienda, continuando però a innovare linguaggi, prodotti e mercati?

“La risposta sta nella natura stessa dell’azienda: un corpo vivo. Fabbri 1905 affonda le sue radici nella tradizione, custodendo saperi, ricette e valori che fanno parte del patrimonio culturale italiano. Allo stesso tempo, però, non ha mai smesso di evolversi. Perché la tradizione, per restare autentica, non può essere immobile. Oggi mantenere intatta l’identità significa saper leggere il presente senza tradire la propria storia. Vuol dire ascoltare consumatori sempre più attenti, consapevoli e alla ricerca di esperienze nuove; interpretare un mercato attraversato da oscillazioni continue; confrontarsi con tecnologie che stanno vivendo una delle fasi evolutive più rapide della storia recente. In questo scenario, innovare linguaggi, prodotti e mercati non rappresenta una rottura con il passato, ma una sua naturale prosecuzione. L’innovazione diventa lo strumento attraverso cui la tradizione si rinnova: nuovi formati, nuove modalità di comunicazione, nuove occasioni di consumo dialogano con un’eredità costruita in oltre un secolo di storia”.

Il punto vendita sotto le Due Torri di Bologna compie due anni. Che bilancio può fare di questa esperienza? È diventato solo uno spazio commerciale o anche un luogo di racconto e relazione con il pubblico?

“Quello del primo Fabbri Shop è un progetto importante, al quale abbiamo lavorato tanto e siamo contenti di essere riusciti a entrare nella deroga del Decreto Unesco, che ci ha permesso di aprire lo shop nel cuore del centro storico, sotto le due torri di Bologna. Sin dalla sua apertura è diventato un punto di riferimento e un orgoglio per l’intera città: all’interno del negozio, infatti, oltre ai più di 300 prodotti acquistabili, dalle amarene agli sciroppi ai topping, offriamo ampio spazio anche ad alcune opere del Premio Fabbri per l’Arte, vere e proprie pillole di bellezza artistica e culturale, che con orgoglio condividiamo con l’intera città, attirando anche visitatori e appassionati. Non solo: lo shop Fabbri è anche the place to be per assaggiare in anteprima tutte le nostre novità di prodotto”.

Fabbri ha attraversato epoche di comunicazione molto diverse, dal Carosello ai social media. Come è cambiato il modo di raccontare un prodotto iconico e quali sono oggi le sfide più grandi nel dialogo con le nuove generazioni?

“Saper raccontare i prodotti che proponiamo al pubblico è sempre stato nel DNA dell’azienda e durante gli ultimi 120 anni abbiamo sempre cercato di trovare i mezzi comunicativi più adeguati. All’inizio, con le affissioni e le pubblicità su carta stampata, che oggi sono diventate oggetti di culto per gli amanti del vintage e poi, negli anni ‘50 del secolo scorso, cogliendo la possibilità di entrare nelle case di tutti gli italiani grazie a Carosello. E’ così che è nato un personaggio memorabile: “Salomone, il pirata pacioccone”. Negli ultimi anni, invece, abbiamo capito la necessità di adoperare le nuove tecnologie: non a caso, siamo stati tra i primi a realizzare un nostro sito web già nel 1997, quando ancora l’utilizzo di Internet non era così comune, e siamo stati dei pionieri anche nell’utilizzo dei social, risale infatti al 2010 l’apertura della nostra pagina Facebook. Credo che sia importante non solo imparare a padroneggiare gli strumenti di comunicazione che i tempi e la tecnologia ci mettono a disposizione, ma soprattutto capire come adattarli al messaggio che si vuole trasmettere. La prima idea vincente però, a mio parere, è stata proprio quella di “vestire”, oltre 100 anni fa, il nostro prodotto iconico, l’amarena, con il vaso con decori bianchi e blu, riconoscibile ormai in tutto il mondo“.

Oltre all’amarena, quali prodotti Fabbri continuano a mantenere una forte tendenza al consumo? E cosa è cambiato nel gusto e nelle preferenze dei consumatori negli ultimi anni?

“Ovviamente la regina di casa Fabbri rimane lei, l’Amarena Fabbri, la cui ricetta è rimasta invariata sin dalla sua creazione e che, ad oggi, è ancora il prodotto simbolo della nostra azienda. I consumatori richiedono prodotti di altissima qualità, di carattere e ricercati. Ad esempio poniamo particolare attenzione al pistacchio, un ingrediente che già da oltre 60 anni selezioniamo scrupolosamente e seguiamo con particolare sapienza durante tutto il processo di produzione, inclusa la delicata fase di tostatura, per il mercato professionale. Da qualche anno, lo utilizziamo per alcuni dei nostri prodotti destinati al consumatore finale, come la crema spalmabile, i topping o i BomBon Cuor di Pistacchio Fabbri, in cui il cioccolato al latte, racchiuso in un sottile strato di zucchero, avvolge la Crema di Pistacchio Fabbri, dal sapore vellutato e intenso, che si scioglie in bocca”.

Quali sono i progetti futuri dell’azienda? E se dovesse scegliere un solo prodotto Fabbri a cui non potrebbe rinunciare, quale sarebbe e perché?

“La nostra divisione di Ricerca e Sviluppo è sempre all’opera per creare nuovi prodotti che sappiano soddisfare le esigenze e i gusti dei consumatori, in continua evoluzione. Ad esempio, per andare incontro ai nuovi trend di consumo che vedono una crescente attenzione ai sapori provenienti dall’oriente, nel 2020 è nato lo Zenzero Fabbri, che ricalca la ricetta della tradizionale Amarena: una sintesi perfetta dell’equilibrio tra tradizione e innovazione di cui parlavamo prima. Al tempo stesso, cerchiamo di reinterpretare i grandi classici del nostro passato e, in generale, della tradizione dolciaria italiana. E’ così che nascono la Colomba, il Panettone e il Pandoro della linea Cuor di Amarena, i dolci per eccellenza delle tradizioni natalizia e pasquale, arricchiti dal gusto inconfondibile dell’amarena“.

Se dovessi scegliere un solo prodotto irrinunciabile di Fabbri 1905, sarebbe, ovviamente, l’Amarena: il frutto da cui tutto è partito”.

Ricetta

Salmone glassato con Zenzero Fabbri

Per la salsa Teriyaki :

Soffriggere il cipollotto e il peperoncino in un filo d’olio; aggiungere la salsa di soia e lo sciroppo dello Zenzero Fabbri. Lasciar ridurre circa della metà. 

Per il salmone glassato :

Scottare il salmone senza grassi in padella antiaderente; bagnare con la salsa e glassare in superficie. Tostare le mandorle in forno a 160°C per 5 minuti circa per renderle dorate e croccanti. Condire la rucola con olio e sale e aggiungere le mandorle. Affettare qualche pepita di Zenzero Fabbri a lamelle. Impiattare il salmone di fianco all’insalatina e completare il tutto con le lamelle di Zenzero Fabbri e qualche cucchiaio del suo sciroppo.

Ci sono ricette che sorprendono per la loro semplicità e per l’equilibrio di sapori inaspettati. Questo filetto di maiale al caffè e miele nasce proprio dall’incontro tra due note opposte: l’intensità leggermente amara del caffè e la dolcezza avvolgente del miele. Il risultato è un piatto profumato e armonioso, in cui la carne rimane morbida e saporita, arricchita dal rosmarino e da un sughetto ricco e aromatico.

“L’incontro tra l’intensità del caffè e la dolcezza del miele trasforma un semplice filetto in un equilibrio sorprendente di sapori.”

È una ricetta veloce ma elegante, perfetta per portare in tavola qualcosa di diverso senza complicarsi la cucina. Servito con funghi appena scottati nel fondo di cottura, questo filetto diventa un secondo piatto completo, rustico ma raffinato, ideale per una cena speciale o per sorprendere gli ospiti con un abbinamento originale.

Ingredienti:

  • 1 filetto di maiale di circa 300 gr tagliato a fettine
  •  1 tazzina di caffè espresso 
  • 1 cucchiaio di miele 
  • Olio EVO
  • sale
  • pepe
  • aglio (2 spicchi incappucciati)
  • Rosmarino fresco 

Procedimento:

Rosola il filetto in padella con olio EVO, rosmarino e aglio. Sfuma con il caffè, aggiungi il miele, il sale e il pepe. Cuoci coperto 15 minuti. Il caffè darà profondità e una nota leggermente amara. Servi accompagnato da funghi a fette appena scottati nel sughetto del filetto. Se vuoi aggiungi prezzemolo fresco.