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𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐮𝐦𝐚 𝐝’𝐚𝐫𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚…🍊

Una crostata morbida e golosa e tutta casa che sa di agrumi e cioccolato!


Una 𝒇𝒓𝒐𝒍𝒍𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂 — succo fresco e scorza grattugiata — e un cuore morbido di 𝒎𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂, arricchita da un tocco di 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐫𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨 e da tante piccole 𝐠𝐨𝐜𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐨𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 che si sciolgono con il calore del forno.

Un dolce semplice ma, al tempo stesso, elegante, che porta in tavola un autunno più luminoso.

Perfetto per la colazione lenta della domenica, accompagnato da un tè fumante o da un caffè macchiato (proprio come piace a me)!

Ingredienti:

Per la frolla all’arancia:

  • 200 g farina 00
  • 100 g di farina di riso
  • 120 g olio d’oliva
  • 120 g zucchero semolato
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • Scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
  • 2–3 cucchiai di succo d’arancia
  • 1 cucchiaino raso di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale

Per la farcitura:

  • 250–300 g di marmellata d’arancia
  • 1–2 cucchiai di liquore all’arancia (tipo Aurum, Cointreau o simili)
  • 2–3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente
  • Zucchero a velo per decorare

Preparazione:

Prepara la frolla:
In una ciotola (o planetaria), sabbia farina e olio. Aggiungi zucchero, scorza d’arancia, uova, un pizzico di sale e infine il succo. Impasta velocemente fino ad ottenere un panetto omogeneo. Avvolgilo nella pellicola e fallo riposare in frigo per 30–40 minuti.

Stendi la base:
Infarina leggermente il piano e stendi la frolla a circa 4–5 mm. Rivesti una tortiera, bucherella con una forchetta.
Mescola la marmellata con il liquore. Aggiungi le gocce di cioccolato fondente.
Versa il ripieno sulla base. Se ti piace, crea un bordo decorato (come in foto).

Cuoci in forno statico a 175°C per 30–35 minuti, finché il bordo non diventi dorato.
Lascia raffreddare e spolvera con zucchero a velo.

Il Lunedì?!

Si, ho avuto tempo … diciamo che mi sono ritagliata un piccolo spazio ieri sera dopo cena per preparare un dolce per la colazione. 

Voi come iniziate la settimana?! 

Solo Caffè o caffellatte e dolcetto?

Questa volta sono andata sul classico … senza farine “strane”, ma ho utilizzato lo yogurt alla pesca e le pesche noci “piatte” … e poi, frutta secca (nella ricetta scoprirete cosa) e … non ho messo il burro (ma solamente olio di semi).

Va beh, oggi io inizio così … però voglio lasciarvi la mia ricetta speciale. Pronti?

Ingredienti:

  • 150 gr di yogurt alla pesca 
  • 60 ml di olio di semi
  • 200 gr di farina per dolci “00”
  • 2 uova intere 
  • 1/2 bicchiere di latte 
  • Un pizzico di vaniglia
  • 120 gr di zucchero semolato
  • 40 gr di mandorle intere spellate
  • 2/3 pesche noci piatte (o 2 pesche noci classiche di piccole dimensioni)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Per decorare: 20 gr di lamelle di mandorle e zucchero a velo 

Procedimento:

In un robot da cucina frullare le uova con lo zucchero. Aggiungere le mandorle intere e tritate. Versare lo yogurt, l’olio, il latte, la vaniglia e mescolare. 

Aggiungere la farina setacciata con il lievito. Mescolare e versare in uno stampo sa plumcake unto e infarinato. 

Diporre in superficie i pezzetti di pesca, le lamelle di mandorla e un po’ di zucchero semolato (per far formare la crosticina). 

Infornare a 180 gradi (forno già caldo) per circa 30 minuti. 

Una volta cotto, lasciarlo intiepidire e decorarlo con zucchero a velo. Servire. 

Che tenera … la “tenerina”!! 

Se non avete grandi idee, se avete poco tempo e se volete preparare un dolce strepitoso e cioccolatoso per una cena tra amici … la TORTA TENERINA fa al caso vostro!!! 

Ieri pomeriggio, tornata a casa dal mare di fretta, l’ho preparata in pochissimo tempo ed è piaciuta moltissimo (un pezzetto l’ho portato via per la mia colazione di questa mattina)! 

E poi … quella crosticina favolosa … 

Non me ne vogliate, ma ultimamente sto rispolverando un po’ della tradizione di famiglia … ❤️

Oggi è la volta de “LA PIZZA DOGGE” (dolce) teramana (come la faceva la mia nonna paterna Carlotta). Qui a Teramo (ma diciamo in Abruzzo con le sue innumerevoli varianti), rappresenta la torta delle feste per eccellenza.

E’ la torta nuziale di un tempo, quella che suggellava l’unione tra gli sposi. 

Ricordo che a noi bambini non piaceva molto, perché intrisa di liquore e poi c’era il caffè: assolutamente proibito!!! 

Da adulta l’ho iniziata ad apprezzare e, ogni tanto, mettendo in pratica ricordi e “dritte” di famiglia, mi diverto a realizzarla, seguendo il mio gusto e l’amore per i fiori e per i colori. 

E’ composta da strati di Pan di spagna bagnati con l’alchermes, il caffè e il rum e farciti con crema gialla e crema al cacao (o con cioccolato fondente). 

Tutta la superficie è poi ricoperta da panna montata (qualcuno utilizza albumi a neve con zucchero a velo) e decorata con corallini di zucchero, ciliegine candite … ma si può dare libero sfogo alla fantasia … Io ho utilizzato panna e fiori freschi (seguendo la tradizione di famiglia e, naturalmente, della mia nonna Carlotta) …

Ingredienti:

  • Per il Pan di Spagna: 5 uova fresche
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 5 cucchiai di farina
  • buccia grattugiata di 1/2 limone
  • 1 bustina di lievito per Pan di Spagna
  • Per la crema: 4 tuorli d’uovo
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 4 cucchiai rasi di farina
  • 4 bicchieri di latte (da circa 200 ml)
  • 1 stecca di cannella
  • 30 gr di cioccolato fondente o di cacao amaro
  • Per la bagna del Pan di Spagna: alchermes q.b diluito in poca acqua
  • caffè q.b. diluito in poca acqua
  • rum q.b.  diluito in poca acqua
  • Per decorare: 250 gr di panna da montare
  • confettini colorati o ciliegine candite e fiori commestibili bio

Preparazione:

Rompere le uova e sbatterle in una terrina con lo zucchero, unire la farina setacciandola sopra il composto, aromatizzare con la scorza di limone. 

Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e fare cuocere a 180° per 30/40 minuti. La cottura sarà ultimata quando il Pan di Spagna presenterà una delicata doratura.

P.S. E’ consigliabile preparare il Pan di Spagna il giorno prima (per preparare questa torta, ho fatto un unico strato basso e, poi, l’ho tagliato in tre dischi tondi con un coppapasta).

Preparare la crema. In una terrina, mescolare lo zucchero con i tuorli dell’uovo. Aggiungere la farina e stemperare con il latte evitando di creare grumi. Versare in una pentola, aggiungere la stecca di cannella e fare cuocere a fiamma medio bassa, continuando a girare, fino a quando la crema si sarà addensata. Eliminare la stecca di cannella e dividere la crema in due scodelle, in una, aggiungere il cioccolato spezzettato, mescolando fino a quando si sarà sciolto completamente (si può  sostituire con il cacao amaro).

Tagliare orizzontalmente il Pan di Spagna per ottenere 3 dischi di uguale spessore. Sistemare il primo disco di Pan di Spagna su un piatto da portata, bagnarlo con un po’ di caffè diluito in poca acqua. Spalmare sopra uno strato uniforme di crema al cioccolato. Sovrapporre un altro disco di pan di Spagna, bagnarlo con l’alchermes diluito. Fare uno strato di crema, proseguire con il terzo disco imbevuto di composto al rum.

Mettere in frigo a raffreddare. Nel frattempo montare la panna, e ricoprire la torta, decorandola a piacere. 

Continuiamo a parlare di tradizione, di Teramo, di piatti che non si dimenticano mai e dei luoghi incantati della città.

E’ domenica e voglio fare un salto nel passato, quando da piccolissima mia madre mi portava alla Villa Comunale a fare due passi e a guardare i cigni e le paperelle. Non credo esista a Teramo un  bambino che non sia mai stato con i genitori o con i nonni alla Villa Comunale. 

Qualcuno l’ha definita “un’oasi di pace” … ed è proprio così … ci si perde nel verde dei giardini e si torna indietro nel tempo. 

Nel 1841 nell’area della Villa, sorgeva  l’orto botanico voluto da Ignazio Rozzi, medico e naturalista, animatore della “ Società Economica” della stessa città. Ma, appena dopo la sua morte, nel 1884, l’orto botanico divenne Villa Comunale.

Al centro della Villa un laghetto con papere, cigni, tartarughe … e lungo i viali troviamo diversi cippi funebri dedicati a illustri personaggi teramani.

Nel giardino, nato tra il 1868 e il 1888, troviamo il Museo Civico di Teramo (o Pinacoteca Comunale), che raccoglie, nelle sue 15 sale, molteplici opere, una volta, sede del Tribunale della città. Qui anche  l’affresco del pittore Gennaro della Monica, “Bruto e i figli” (1886), chiamato per dipingere il salone della Corte d’Assise del Tribunale. 

La Villa Comunale oggi (2021) e la sfogliatella

Ma quale piatto teramano oggi?!

Un po’ fuori stagione … ma sono sempre buonissime, le SFOGLIATELLE alla TERAMANA con marmellata d’uva.

Questa è la ricetta della mia zia paterna … 

Io non sono molto brava e, quando e se decido di prepararle, utilizzo i rotoli di pasta sfoglia già pronti. E poi, dentro, metto solo marmellata d’uva (la sfogliatella mi piace così).