Tag

cena

Browsing

Le mie cene non nascono quasi mai da un menu … ma nascono da un’idea.

A volte da un’immagine che mi colpisce, da un colore, da un ogetto trovato per caso, da un ricordo legato a un viaggio o alla mia famiglia. Ma, altre volte, una cena nasce da un’intuizione arrivata all’improvviso, che comincia a prendere forma nella mia testa molto prima che io sappia cosa cucinerò e cosa porterò a tavola.

E’ così che è nata anche “Bianco e Perle”.

Prima sono arrivate le due parole. Bianco e Perle. Poi l’immagine della tavola.

Le porcellane, i bicchieri, i fiori, le candele, la luce morbida e soffusa della sera. Le piccole perle a fare da filo conduttore, con quella loro eleganza un pò rètro che mi piace tanto.

E soltanto dopo è arrivato il menu.

Perchè, nelle mie cene, spesso è proprio la tavola a suggerirmi cosa cucinare.

Comincio ad immaginare i colori, le consistenze, i contrasti. Penso a qualcosa che sia in sintonia con l’atmosfera che voglio creare. E poco alla volta l’idea iniziale si trasforma in piatti, profumi e sapori. E’ un modo istintivo di progettare una cena, ma anche molto ragionato. Perchè, a dire il vero, dietro una tavola che sembra semplicemente apparecchiata c’è sempre una storia fatta di dettagli.

E per me, la tavola, non è mai soltanto una tavola. E’ un luogo in cui un’idea prende forma e diventa un momento da condividere.

Bianco e Perle. Questa volta il punto di partenza è stato il Bianco. Un bianco non rigoroso, ma morbido, luminoso, elegante, attraversato da diverse sfumature e materiali. E poi le perle, che hanno dato alla serata quel tocco prezioso e femminile che cercavo.

Da lì ho iniziato a costruire tutto il resto.

Anche il menu doveva seguire quella stessa sensazione: piatti insoliti, delicati, eleganti ma non troppo complicati, capaci di alternare cremosità e croccantezza, dolcezza e acidità, terra e mare.

Così la tavola ha suggerito il menu e, a sua volta, il menu ha completato la tavola.

Una cena che prende forma.

E comunque, c’è una parte delle mie cene che amo particolarmente ed è proprio questa: il momento in cui l’idea iniziale è ancora indefinita e comincia lentamente a trasformarsi in qualcosa di concreto. Scelgo i piatti, penso alla mise in place, provo una ricetta (solo a volte, però), cambio un ingrediente, immagino anche come servire una portata.

Qualche volta penso al cadeau per ogni ospite. Un qualcosa di insolito, di nuovo, di inaspettato, che possa completare la cena, offrendo spunti per foto, immagini e che comunque diventi uno dei segni riconoscibili di quella serata…ma, soprattutto un ricordo di quella singola cena A Casa di Carla.

Poi arriva il giorno della cena.

La casa si prepara, le luci si abbassano, si accende il mio albero d’arredamento, la tavola è pronta!

Screenshot

Ah si … le candele: quelle le accendo all’ultimo momento: qualcuna all’ingresso, sulla madia, qualcuna in punti d’appoggio del salone e poi quelle in tavola, in modo tale che durino per tutta la serata e possano così regalare quell’atmosfera soffusa che mi piace tanto per qualche ora.

Ora l’idea non è più soltanto mia … si è trasformata in una serata da vivere insieme.

Gli ospiti devono ancora arrivare e, per qualche minuto, posso guardare la tavola e pensare che quella sera diventerà teatro di una nuova storia.

Il menu di Bianco e Perle

Ho immaginato il menu come un percorso leggero e armonioso. Si comincia con un chupito di ajo blanco, fresco e vellutato, accompagnato da un piccolo crostino di pane a forma di fiore con robiola, uva bianca e mandorle.

Poi il menu prosegue con il cavolfiore e fonduta di Grana, il crostino con la pesca, il risottino alla burrata e limone e i gamberi con crema di cannellini.

Per il dessert ho scelto una mousse delicata allo yogurt e cioccolato bianco, e poi una panna cotta profumata al cardamomo e accompagnata dal gusto intenso del caffè e cioccolato fondente.

Un menu senza la necessità di stupire a tutti i costi.

Piuttosto, la voglia di portare a tavola qualcosa di curato, equilibrato e soprattutto fatto con le proprie mani. Due ricette le voglio lasciare qui, perchè di ogni cena mi piace conservare qualcosa. Non soltanto le fotografie, oppure le dediche delle ospiti sul mio diario, ma anche una ricetta, un’idea, un dettaglio che possa continuare a vivere oltre quella sera.

Gamberi al vapore su crema di cannellini

Per Bianco e Perle ho scelto due preparazioni molto diverse tra loro, ma entrambe rappresentative dello spirito della cena.

Il chupito di Ajo Blanco con fiore di crostino d’uva bianca con robiola e mandorle

Chupito di Ajo Blanco con crostino d’uva, robiola e mandorle

Per la vellutata:

  • 100 g di mandorle pelate
  • 80 g di pane bianco raffermo senza crosta
  • 1 piccolo spicchio d’aglio (o aglio in polvere)
  • mezzo cetriolo
  • 250 ml circa di acqua fredda
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • sale
  • pepe, se gradito

Per i crostini:

  • 6 piccole fette di pane morbido
  • 80 g circa di robiola
  • 6-8 acini di uva bianca
  • 1 cucchiaio di mandorle tritate
  • olio extravergine di oliva qb
  • un taglia biscotti a forma di fiore

Procedimento:

Mettere il pane a bagno nell’acqua fredda per qualche minuto.

Nel bicchiere del frullatore riunire le mandorle pelate, il pane strizzato, l’aglio, il mezzo cetriolo, l’aceto e una parte dell’acqua. Frullare fino a ottenere una crema liscia.

Aggiungere lentamente l’olio extravergine di oliva continuando a frullare, fino ad ottenere una consistenza vellutata. Regolare di sale e, se necessario, aggiungere altra acqua.

Lasciare riposare l’ajo blanco in frigorifero per almeno un’ora (deve essere ben freddo).

Nel frattempo ricavare dal pane dei piccoli fiori con uno stampino e tostarli in forno (se si vuole) fino a renderli croccanti.

Spalmare la robiola sui fiori di pane, aggiungere un piccolo pezzetto di uva bianca senza semi e completare con le mandorle spezzettate.

Servire l’ajo blanco ben freddo in piccoli bicchieri o ciotoline, accompagnandolo con il crostino.

Il dettaglio in più: qualche goccia di olio extravergine di oliva e un paio di acini d’uca senza semi e tagliati a metà sulla superficie della vellutata.

Panna cotta al Cardamomo e Caffè

Panna cotta al Cardamomo e Caffè

Per la panna cotta

  • 500 ml di panna fresca
  • 70 g di zucchero
  • 4 bacche di cardamomo
  • 6 g di gelatina in fogli
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per la salsa al caffè e cioccolato

  • 100 ml di caffè espresso
  • 80 g di cioccolato fondente
  • 30 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaino di zucchero, se desiderato

Preparazione

Mettere la gelatina in ammollo in acqua fredda per circa 10 minuti.

Aprire leggermente le bacche di cardamomo e schiacciarle appena (io le ho tenute in infusione in poco latte per tutta la notte), quindi versare la panna in un pentolino insieme allo zucchero, al cardamomo e alla vaniglia.

Scaldare lentamente senza portare a ebollizione. Spegnere il fuoco e lasciare in infusione per circa 10-15 minuti, in modo che il cardamomo possa sprigionare tutto il suo profumo.

Filtrare la panna, eliminando il cardamomo, e aggiungere la gelatina ben strizzata quando il composto è ancora caldo. Mescolare fino a farla sciogliere completamente.

Versare la panna nello stampo in ceramica da crostata, precedentemente inumidito con pochissima acqua, e lasciare raffreddare a temperatura ambiente.

Trasferire quindi in frigorifero e lasciare rassodare per almeno 4-5 ore, preferibilmente per tutta la notte.

La salsa al caffè e cioccolato

Preparare il caffè espresso e versarlo ancora caldo sul cioccolato fondente tritato.

Aggiungere la panna e mescolare fino a ottenere una salsa liscia, lucida e omogenea. Se si desidera una nota più dolce, aggiungere un cucchiaino di zucchero.

Lasciare intiepidire prima di servirla.

Il dettaglio in più: Portare la panna cotta direttamente nello stampo in ceramica, così da conservarne l’aspetto semplice e insieme elegante. La salsa al caffè e cioccolato viene servita a parte, in una piccola ciotola o salsiera, lasciando agli ospiti la possibilità di versarla sulla propria porzione.

Ma torniamo alla cena … quando, secondo me, arriva la parte più bella…

Quando tutto è pronto, il menu diventa quasi secondario.

Perché arriva il momento in cui ci si siede.

Le candele aiutano l’atmosfera, si versa il vino, il brindisi, la foto, qualche piccola ripresa, qualcuno racconta qualcosa, qualcun altro ride.

E la tavola, quella che fino a poco prima era soltanto un insieme di piatti, bicchieri, fiori e decorazioni, comincia finalmente a vivere.

È questo che cerco nelle mie Cene a Casa di Carla.

Non la perfezione.

La cura.

Non una cena da mostrare.

Ma … una cena da ricordare.

Le Pere al Vino rosso sono molto scenografiche e contribuiscono sicuramente a rendere la cena davvero unica!

Le ho scelte con cura: non troppo mature e nemmeno troppo grandi; e poi sono stata attenta alla qualità: la più indicata è la Kaiser, ma vanno anche molto bene le Abate o Martin Sec: a voi la scelta. Per il vino, invece, fruttato, comunque leggero e non tannico: io ho utilizzato quello nei brick che si usa per cucinare (tra l’altro per me era un esperimento e non volevo buttare all’aria qualcosa di prezioso)!

E poi ci sono le spezie: via libera alla fantasia!

Buccia d’arancia, buccia di limone, chiodi di garofano, anice stellato, cannella (meglio se non in polvere) …

Andiamo a vedere la ricetta … sono sicura che questo dessert metterà tutti d’accordo!

Ingredienti (per 6 pere):

  • 6 pere
  • 1 litro di vino rosso
  • 160 gr di zucchero semolato 
  • 4 chiodi di garofano
  • 2 stecche di cannella (o un cucchiaino di cannella in polvere)
  • 2 di anice stellato
  • scorza di arancia non trattata
  • scorza di limone non trattato
  • Acqua qb

Procedimento:

Sbucciate le pere (lasciando il torsolo ed il picciolo); mettetele in un pentolino capiente, in modo che le pere stiano tutte coperte dal vino (se necessario aggiungete un pochino d’acqua).

Unite lo zucchero, le scorze di arancia e di limone, la cannella e i chiodi di garofano e l’anice stellato; cuocete a fuoco basso finché non saranno morbide (verificate la cottura con uno stuzzicadenti).

Naturalmente, il tempo di cottura dipende dalla varietà di pera utilizzata e della sua grandezza.

Scolate le pere e filtrate il liquido e fate poi ridurre il fondo di cottura in modo tale da ottenere una consistenza sciropposa (abbastanza densa).

Servite le pere con lo sciroppo.

Consigli: Fredde, sono speciali … ma potete anche accompagnarle con gelato fiordilatte, oppure panna oppure con lo zabaione! 

Le amiche, tante e tutte sorridenti, la cena, si, quella A Casa di Carla, i colori, quelli che sanno d’estate, e poi il piatto (uno, per tutto, ma pieno di mille emozioni)!! 

E poi c’erano i miei bicchieri, quelli dipinti a mano, realizzati in linea con i colori della tavola (pensata e curata nei minimi particolari) … e che sono stati realizzati come “pensiero” per chi, l’altra sera, ha avuto il piacere di trascorrere la lunga serata con me … in leggerezza. 

E ancora il menù … colorato, fresco e ricco di dettagli golosi, la torta ai lamponi con una leggera “bagna” alla rosa … e poi i fiori, che incorniciavano il verde della tavola rendendola come un prato in piena esplosione primaverile … 

Inutile dire che la serata è stata perfetta … un mix di eleganza, sorrisi e bon ton … il caldo?! 

Su di LUI: abbiamo vinto noi!!!

Ancora una cena “A Casa di Carla” (come la chiamo io), amici di tanto tempo fa, un’atmosfera leggera, un menù, di quelli scritti a regola d’arte (come piacciono a me), i piatti studiati uno per uno, cercando di accontentare i gusti di tutti, la tavola, quella sì che era molto delicata, con i toni chiari e del giallo …

Credo che i miei ospiti (e di mio marito) siano stati bene.

Io mi sono divertita … e il tempo, ahimè, è volato!!

Voglio iniziare dalla fine … cioè, dal dolce, lasciandovi la mia Torta delizia … da realizzare con poche e semplici mosse!


Ingredienti (per 10 persone):

  • 2 basi di Pan di Spagna già pronte
  • 2 confezioni di frutti di bosco surgelati
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 1 confezione di panna Hopla da 500 ml
  • 8 sfoglie di Matilde Vincenzi
  • 500 gr di yogurt greco magro
  • 80 ml di rum per dolci
  • Polverina dorata commestibile
  • 1 cerchio per torta apribile dello stesso diametro del pan di Spagna

Procedimento:

In una pentola a sponde alte versare i frutti di bosco e lo zucchero semolato e cuocere circa 15 minuti, mescolando a fuoco basso senza coperchio. Lasciar raffreddare bene.

Prendere una tortiera apribile dello stesso diametro del Pan di Spagna, privarla della base e poggiarla su un piatto da portata. Inserire il primo disco di Pan di Spagna e bagnarlo con parte del succo dei mirtilli mescolato al rum. In una ciotola montare la panna e aggiungere lo yogurt greco. Versarne una buona parte sul disco imbevuto. Aggiungere i frutti di bosco ben scolati su tutta la superficie. Coprire con il secondo disco di Pan di Spagna. Inumidirlo con la bagna e aggiungere un sottile trato di panna e yogurt. Sbriciolare sulla superficie le millefoglie Vicenzi. Nebulizzare con la polvere dorata commestibile e riporre in freezer per tre ore circa. Togliere dal freezer 10 muinuti prima di servire a tavola. Sollevare leggermente la tortiera apribile, sfilandola dal dolce. Servire a tavola a fette.

Torta delizia ai frutti di bosco
Torta delizia ai frutti di bosco

La RED VELVET CAKE … non poteva non essere “lei” la regina della mia “cena per la Festa di San Valentino” #acasadicarla ♥️

Ha stupito anche me … forse per il suo colore (che faceva da pendant al mio vestito o ai tanti palloncini e cuoricini sparsi per casa e sulla tavola … ) … o forse perché sono riuscita a realizzarla pur non avendola mai preparata … 

Faccio sempre così: esperimenti su esperimenti 😅 … anche con il rischio (alto) di fallire … 

Beh, vi lascio ricetta e procedimento (ma anche qualche scatto … di tutto) 

Ingredienti (per uno stampo di 24 cm di diametro):

  • 380 gr di zucchero semolato
  • 150 gr di burro morbido 
  • 3 uova medie
  • Colorante rosso liquido (30 gr)
  • Un pizzico di sale 
  • 50 gr di cacao amaro 
  • 300 gr di yogurt bianco
  • 380 gr di farina manitoba
  • Una bustina di lievito per dolci

Per la farcia:

  • 600 gr di panna Hopla’ da montare 
  • 300 gr di formaggio cremoso (tipo Philadelphia)
  • 3 Rose rosse 

Procedimento:

n un robot da cucina montare il burro con lo zucchero. Aggiungere le uova e continuare a montare. Aggiungere il colorante e continuare a mescolare. Unire il cacao setacciato. Mescolare bene. Setacciare la farina insieme al lievito direttamente nella ciotola del robot da cucina. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare nello stampo unto e infarinato e cuocere per circa 40 minuti a 180 gradi. Lasciare raffreddare (io ho utilizzato il “pan di Spagna rosso il giorno dopo). In una ciotola montare la panna e poi aggiungere il formaggio. Mescolare bene. Farcire la torta (io tre strati) e poi coprirla di farcia decorandola come in foto.

Red Velvet Cake

L’altro giorno vi ho accennato alle mie “cene”, quelle che ho chiamato “dandomi un tono” … A CASA di CARLA #acasadicarla 

Ho deciso. Tanto tempo chiusi in casa, poi, la voglia di non stare chiusi e di cogliere ogni occasione per uscire: cene, pranzi, apertivi … 

Sarà il freddo invernale, sarà che mi frullano sempre nuove idee, sarà che mi piace cucinare, sarà che mi piace la buona tavola e pure la bella tavola e la bella gente e … che mi piace chiacchierare e stare in compagnia …

Sarà tutto questo insieme e forse altro … che ho voluto inventarmi un “format” di cena tutto mio, senza una cadenza particolare, senza imposizioni, con un menu studiato di volta in volta nei particolari … delle cene, insomma, che mi facciano stare bene!! 

L’altra sera, ancora amici, ancora cibo, ancora fiori e … tante POLPETTE dall’antipasto al dolce!

Voglio raccontare un po’ delle mie cene “a lume di candela”

Non chiedetemi dove l’avevo letto … ricordo soltanto che l’idea mi piacque subito!

Di cosa sto parlando!?

Di organizzare ogni sabato sera, a casa, in famiglia e durante il lockdown, una cena raffinata, dalla preparazione del piatto a quella della tavola, per cercare di superare i momenti difficili, tenersi impegnati e, al tempo stesso, non dimenticare che dalle situazioni negative, a volte, possono nascere cose positive, uniche e irripetibili! 

E dopo circa un anno di sabato sera trascorsi ai fornelli, tra le mura di casa, alle prese con piatti, stoviglie, tovaglie preziose, menu nuovi e colorati, frutta e verdura di stagione, spezie profumate, immersa in un’atmosfera intima e familiare … vi confesso che non mi sono pentita!

Panna cotta alla frutta di stagione

E lo rifarei senza esitazione!

Anzi, prima o poi tutto questo credo che lo rimpiangerò, nonostante la fatica e l’impegno considerevole e, a volte, le lamentele e le critiche della mia famiglia (chi non voleva il pesce, chi non mangiava quel tipo di verdura, chi voleva una cucina più tradizionale e non innovativa e diversa, …). 

Voglio lasciare qui nel mio “blog di cucina” qualche immagine, per non dimenticare questi momenti … e, anche qualche simpatico aneddoto! 

Le candele e i fiori sempre a tavola, che cambiavano colore a seconda del tema della serata … mio marito che non riusciva a vedere mio figlio seduto al suo lato opposto per la presenza del vaso di fiori (che, trascorsi i primi cinque minuti, veniva preso e spostato altrove); le candele “accese” che impedivano movimenti liberi tra le portate e l’immancabile e conseguente “puzza” di pollo bruciato 😁

La pizza al piatto da asporto di “Paolo” (una pizzeria vicino casa) ordinata dai miei figli, perché il menu della sera non era di completo gradimento … 

Ma tutto questo ha fatto parte del gioco … e mi sono divertita …