Non so a voi … ma a me, a volte, viene voglia di “entrare” in una pellicola di un film e, con una sola ricetta, cercare di riuscire a trasformare una semplice cena in un piccolo momento di felicità.
Ieri sera è stato il turno dei 𝐩𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨𝐫𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢, dorati e croccanti, serviti ancora caldi sulla tavola apparecchiata in terrazza.
Una ricetta semplice, ma che è stata capace di riportarmi immediatamente al 1991, alle atmosfere del film “𝐏𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨𝐫𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐨”
E com’erano buoni…☺️🎬
Ingredienti (per 4 persone):
2 pomodori verdi
1 uovo
100 g di farina
circa 100 ml di acqua fredda
½ cucchiaino di lievito in polvere
un pizzico di sale
un pizzico di pepe
olio per friggere (io arachidi)
basilico fresco per decorare
Se volete, la glassa di aceto balsamico
Preparazione:
Tagliate i pomodori verdi a fette spesse. In una ciotola preparate una pastella mescolando l’uovo con la farina, l’acqua, il lievito in polvere e un pizzico di sale, fino a ottenere una consistenza liscia e non troppo liquida.
Immergete le fette di pomodoro nella pastella e friggetele in olio caldo fino a quando saranno ben dorate e croccanti. Scolatele su carta assorbente e servitele subito, magari con qualche foglia di basilico fresco.
Croccanti fuori e morbide dentro.
Il sapore?! Fa pensare che, in fondo, la felicità possa essere anche una cena in terrazza… come in un film…
Una terrazza, il tramonto che colora i calici e quei piatti semplici che sanno subito d’estate🍷 Ieri sera una cena per due, aria tiepida, chiacchiere lente e uno stuzzico fresco e saporito preparato in pochi minuti, dopo una lunga giornata a lavoro, ma capace di trasformare l’aperitivo in un piccolo e piacevole rito.
Base di cetriolo croccante, feta greca cremosa, pomodorini confit cotti in friggitrice ad aria e olive taggiasche. E ancora … olio evo, sesamo, origano, basilico secco e un pizzico di magia estiva.
Il calice? Da Abruzzese, un buon Montepulciano d’Abruzzo, perfetto per brindare alle sere leggere e alle cene all’aperto, come piace a me. Anzi … a Noi!
Bit di feta e cetriolo croccante
cetriolo a fette spesse
feta greca sbriciolata
pomodorini conditi con olio, sale, zucchero, origano e cotti in friggitrice ad aria a 180° per circa 10 minuti
olive taggiasche denocciolate
olio evo abbondante
sesamo e spezie a piacere
Preparazione:
Assemblate tutto, fermate con uno stecchino e servite freddo con abbondante olio evo🍅🍷
C’è qualcosa di irresistibile nella semplicità di un piatto rustico: pochi ingredienti, sapori autentici e un risultato che scalda il cuore.
Le fave e pecorino in crosta di pane sono proprio questo: un incontro tra la dolcezza delle fave, la sapidità intensa del pecorino stagionato (qui quello Abruzzese) e la croccantezza del pane rustico, arricchito dall’aroma del rosmarino.
Perfetto come antipasto, brunch o piatto unico leggero, questo piatto porta in tavola i profumi della campagna italiana, trasformando ingredienti semplici in un piccolo gioiello gastronomico.
Una ricetta ideale per raccontare con foto e parole la bellezza della cucina casalinga, genuina e senza fronzoli.
Ingredienti (per 2 persone):
200 g di fave fresche o surgelate
80 g di pecorino stagionato a scaglie
1 cipolla piccola
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 rametto di rosmarino (meglio se fresco)
Sale e pepe q.b.
4 fette di pane rustico (tipo casereccio o integrale)
Qualche foglia di menta o prezzemolo fresco per guarnire
Procedimento:
Preparare le fave:
Se usi fave fresche, sbollentale 2-3 minuti e togli la pellicina esterna.
Se surgelate, cuocile secondo le istruzioni.
Soffritto aromatico: In una padella, scalda l’olio e fai dorare la cipolla tritata finemente con il rosmarino.
Aggiungi le fave e cuoci per 5-7 minuti, mescolando spesso. Aggiusta di sale e pepe.
Comporre il piatto: Tosta le fette di pane. Distribuisci le fave sopra, aggiungi scaglie di pecorino e un filo d’olio a crudo.
Guarnisci con menta o prezzemolo fresco. Servi subito, caldo, con un bicchiere di vino bianco secco o rosato leggero per un abbinamento rustico ma elegante.
Appartenente alla famiglia delle Brassicacee (o Crucifere), il cavolfiore è un ortaggio originario del Medio Oriente/Asia; da qui fu portato in Italia dove, già in epoca romana, veniva consumato e apprezzato.
Come dice il suo nome, che deriva dal latino caulis (fusto) e fioris (fiore), la sua forma richiama proprio quella di un fiore; caratteristica, infatti, è la sua infiorescenza tonda, detta testa o palla, generalmente bianca, ma che può essere anche di altri colori (gialla, verde o addirittura viola). Il suo colore deriva dall’elevato contenuto di antociani e questi pigmenti naturali sono sensibili al pH dell’ambiente: è per questo che il cavolfiore di colore viola, una volta cotto, diventa di colore blu.
Questo ortaggio, molto utilizzato in cucina, oltre ad essere ipocalorico (crudo: 25 kcal per 100 grammi), possiede numerose proprietà: ha alti livelli di minerali (come il potassio), l’acido folico, le fibre, il calcio, il ferro, il fosforo e le Vitamine C, K e B.
Qualche curiosità:
Per contenere lo sgradevole odore in cottura (di zolfo), si può aggiungere nell’acqua del succo di limone, oppure di aceto, un pò di latte o anche una fetta di pane con la mollica.
Del cavolfiore si può mangiare tutto: non solo la testa, ma anche le foglie (se sono tenere) e il gambo, entrambi ottimi saltati in padella oppure nelle zuppe.
Di recente è molto utilizzato in sostituzione dei carboidrati in piatti come “il riso di cavolfiore” (grattugiato), oppure come base per la pizza oppure viene trasformato in vellutate.
Meglio consumarlo a pranzo piuttosto che a cena: a causa dei lunghi tempi digestivi, consumare il cavolfiore a cena, può rendere il sonno più irrequieto!
La presenza di acido folico lo rende un ottimo alimento della dieta “femminile”.
Il mio cavolfiore oggi è bianco e voglio prepararlo in due modi: gratinato al forno con besciamella, prosciutto cotto e scamorza, come lo preparava la mia mamma e poi a forma di polpetta (lo sapete tutti che ho un debole per queste piccole biglie, anche un pò schiacciate, super saporite)!
Cavolfiore gratinato al forno con besciamella, prosciutto cotto e scamorza
Ingredienti:
1 piccolo cavolfiore bianco (500 gr)
300 gr di besciamella
20 ml di latte
100 gr di prosciutto cotto
60 gr di parmigiano grattugiato
150 gr di scamorza
sale qb
olio evo
Procedimento:
Sbollentare per circa 15 minuti il cavolfiore (privato delle foglie e del gambo e tagliato a pezzi) in acqua leggermente salata con l’aggiunta del latte (aiuterà a non far produrre cattivi odori). Scolarlo e lasciarlo intiepidire.
Sul fondo di una teglia da forno versare un giro di olio evo e qualche cucchiaiata di besciamella e metà dei pezzi di cavolfiore. Aggiungere un pizzico di sale, del prosciutto cotto, la scamorza, un pò di parmigiano, la besciamella e ancora i cavolfiori a pezzetti. Coprire ancora con besciamella, prosciutto, scamorza e parmigiano. Infornare a 200° in forno statico e cuocere per circa 30 minuti.
Polpette di cavolfiore al forno
Ingredienti (per circa 10 polpette da 50 gr):
Un piccolo cavolfiore (500 gr)
1 uovo
120 gr di Parmigiano grattugiato
sale
pepe
timo limonato
se si vuole si può aggiungere speck o prosciutto crudo
Procedimento:
Lavare il cavolfiore e sbollentarlo per circa 15 minuti (anche tagliato a pezzi) in acqua leggermente salata. Il cavolfiore dovrà risultare morbido. Scolarlo e trasferirlo in una ciotola a bordi alti r, con l’aiuto di una forchetta, schiacciarlo fino a ridurlo in purea. Lasciare raffreddare leggermente. Unire al cavolfiore gli altri ingredienti: speck, parmigiano, sale, pepe, e qualche fogliolina di timo limonato. Amalgamare il tutto con l’aiuto di un cucchiaio. Se il composto dovesse risultare troppo morbido aggiungere un poco di pangrattato. Con l’aiuto delle mani formare delle polpette. Rotolare ogni polpetta nel pangrattato. Far aderire per bene in modo da ottenere una bella panatura e adagiare su una teglia rivestita da carta da forno. Versare sulle polpette un filo di olio extravergine di oliva. Infornare a 180 gradi per circa 15 minuti girandole a metà cottura: dovranno risultare belle dorate. Servire calde. Qui accompagnate da una salsa di yogurt e curcuma.
“Le Scrippellette d’oro, baccalà e miele” nascono dall’idea di reinterpretare uno dei simboli più identitari della cucina teramana: le scrippelle. Trasformate in scrippellette fritte, croccanti e leggere, diventano un supporto elegante per la crema di baccalà, creando un piatto che unisce tradizione e contemporaneità.
Il miele d’acacia e la scorza d’arancia creano un ponte aromatico con un vino dolce, tipo moscato, esaltandone le note floreali e agrumate, mentre la sapidità del baccalà mantiene equilibrio e armonia.
Un dialogo perfetto tra memoria e innovazione, che valorizza la cucina abruzzese e l’esperienza del vino.
Il piatto esprime la tradizione abruzzese reinterpretata, mostrando come una preparazione simbolo possa evolvere senza perdere memoria, diventando veicolo di abbinamenti moderni e consapevoli con il vino.
Ingredienti:
Per le scrippellette:
2 uova
60 g farina 00
120 ml acqua
1 pizzico di sale
Olio di semi per friggere (io di arachini)
Per il baccalà mantecato:
200 g baccalà già ammollato
1 cucchiaio olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio latte caldo
Per completare:
1 cucchiaino miele d’acacia
Scorza grattugiata di arancia non trattata
Pepe bianco (facoltativo)
Procedimento:
Preparare la pastella: sbattere uova, farina, acqua e sale.
Cuocere le scrippelle sottili in padella. Tagliarle in quadrati o strisce e friggere fino a doratura. Lessare il baccalà, eliminare pelle e lische, mantecare con olio e latte fino a crema liscia.
Comporre il piatto: crema di baccalà sul fondo, scrippellette calde sopra, qualche goccia di miele, scorza d’arancia e pepe. Servire tiepido, accompagnando con un vino dolce, tipo moscato.
Oggi i miei profili si riempiono di sole e … di arancio, di frutta di stagione e di colori che sanno d’estate.
Uno spoiler … per la serata di oggi “A Casa di Carla” … eh si … non vedo l’ora di rilassarmi un po’ e di passare qualche ora … in leggerezza con le mie amiche!!
Le albicocche, pensate per essere mangiate in un solo boccone: dolci e, al tempo stesso salate, ma con una puntina di “aspretto” che non guasta mai!
Voglio scrivervi qui la ricetta e pensare che qualcuno di voi, questa sera, anche se “da remoto”, le mangerà assieme a noi …
Ingredienti (per 12 persone)
6 albicocche
6 gherigli di noci (da dividere a metà)
6 cucchiaini di miele d’acacia
100 gr di gorgonzola dolce
pepe q.b.
Preparazione:
Tagliate le albicocche a metà, dopo averle lavate per bene, farcitele con gorgonzola, con una metà di gheriglio di noce, di noce e con un filo di miele. Disponetele in una teglia rivestita con carta da forno. Infornate a 180°C per 10 minuti.
Un antipasto caldo dal contrasto dolce-salato
Consigli:
Ottime anche a temperatura ambiente e se volete potete riaggiungere un’altra goccia di miele.
Il 18 giugno si festeggia la Giornata Mondiale del PICNIC!
Sicuramente un’occasione favolosa per chi ama trascorrere qualche ora all’aria aperta, oppure per quelli che adorano mangiare un boccone in completo relax, o passare un pò di tempo con gli amici informalmente, spizzicando un boccone e sorseggiando un buon calice di vino oppure una colorata bevanda ghiacciata.
Un’occasione speciale, comunque, in cui dare libero sfogo a manicaretti semplici e piccoli piccoli, da afferrare con le mani in tutta libertà e senza badare alle regole imposte dal Galateo … insomma una giornata “mondiale” di cui approfittare per tirarsi fuori dai soliti e rigidi schemi.
Ma sapete le origini del PICNIC?
La tradizione del picnic è nata in Francia nel XVII secolo per “mangiare qualcosa di piccolo”, appunto, un pique-nique.
I nobili francesi infatti, erano soliti presenziare a rigidi pranzi e quindi sentivano il bisogno di qualcosa di meno formale quando andavano alle battute di caccia. A questo proposito incominciarono a mangiare all’aperto in cibo che in qualche modo ottenevano nell’immediato degli animali appena catturati!
In seguito, con il passare del tempo, il PICNIC è diventato un modo di dire, un termine che indica comunque “un pasto all’aria aperta condiviso con altre persone”, in un contesto giocoso e rilassante dove ognuno porta da casa del cibo.
Torte rustiche, paninetti farciti, polpettine sfiziose, insalate di pasta, di riso, di cous cous, frittate colorate a base di verdure di stagione, frutta fresca … tutti cibi rigorosamente “stipati” in allegre ceste di vimini e adagiate su plaid o tovaglie colorate che sanno comunque di festa e di allegria.
Il mio 18 giugno questa volta ho voluto trascorrerlo così … tra polpettine di salmone, pizza rustica con verdure e formaggio, frutta di stagione e un buon calice di vino rosato!
La ricetta del giorno?
Andiamo con le polpettine di salmone e ricotta … semplici da realizzare, sfiziose da mangiare e comode da portare in un allegro e rilassante picnic!
Ingredienti per 10 polpettine:
200 gr di filetto di salmone già cotto in forno
1 uovo intero
2 cucchiai abbondanti di pangrattato
2 cucchiai di Ricotta
Sale
Pepe nero
Basilico
Olio evo qb
salsa di yogurt
400 gr di polpa di pomodoro
1/2 Cipollotto rosso a fette
Procedimento:
In una ciotola sbriciolare il salmone cotto, aggiungere l’uovo, il pangrattato, il basilico tritato, la ricotta, il sale e il pepe. Mescolare con una forchetta. Formare con le mani le polpettine piccole e leggermente schiacciate e disporle su una teglia rivestita di carta da forno, irrorandole con un filo di olio EVO..
Cuocere in Forno caldo a 170 gradi per 10/15 minuti. Una volta cotte, servirle con salsa allo yogurt.
Per la versione al sugo (da mangiare comodamente a casa):
In una pentola capiente versare un filo di olio evo, il cipollotto, il basilico fresco e la salsa di pomodoro.
Cuocere un paio di minuti, salando a piacere e aggiungere le polpette cotte in forno e far insaporire per 6/7 minuti, aggiustando di sale. Coperchiare e far riposare un paio di minuti. Servire. Ho aggiunto un po’ di pistacchio tritato grossolanamente e qualche fogliolina di basilico.
Chissà perché le polpette mi piacciono così tanto?!
Questa volta l’ho preparate con le verdure (ho pensato all’erbetta campagnola), con la ricotta e con il nostro pecorino abruzzese …
Per fare prima le ho fritte … ma potete anche metterle in forno adagiate su carta forno e con un filo di olio EVO. Saranno buonissime ugualmente
La ricetta?! Facilissima … sbirciate qui.
Buone polpette a tutti!!!
Ingredienti:
300 gr di Erbette di campo surgelate
100 gr di pecorino abruzzese grattugiato
100 gr di ricotta vaccina
2 uova piccole
Pangrattato qb
Pane di mais per la panatura
Olio di semi per friggere
Sale qb
Salsa Cheddar
Sticks di Pancetta
Pistacchio in granella
Procedimento:
Dopo aver ripassato le erbe di campo in un giro di olio EVO, queste vanno sistemate in una terrina con uova, pecorino, ricotta, pangrattato e sale. Dopo aver formato le polpettine con le mani, vanno schiacciate e passate nel pangrattato di mais prima di cuocerle in abbondante olio di semi. Scolarle e impilarle due alla volta. Guarnire con un cucchiaino di Salsa Cheddar, sticks di pancetta e granella di pistacchio (come nella foto). Servire.
Polpette di verdura campagnola e pecorino abruzzese
Un frutto che spesso viene messo al bando, perché possiede un elevato contenuto di grassi. MA … contiene tanti altri nutrienti tra cui vitamine, minerali e fibre.
Inoltre, è un ingrediente perfetto per preparare una maschera per il viso “fai da te”: la polpa tritata, applicata sulla pelle del viso per circa 10/15 minuti, risulta un vero e proprio toccasana per pelli secche e particolarmente sensibili!
Io oggi ho preferito mangiarlo (dopo averlo tritato)!
Ricetta?!? … Sbirciate qui …
Ingredienti (per due persone):
1 Avocado maturo
2 uova
50 gr di Salmone affumicato
2 fette di pane rustico
1/2 limone spremuto
Olio evo qb
Sale
Paprika dolce
1 coppa pasta tondo
Procedimento:
Tostare il pane. Adagiare su due piatti. In una padella versare un filo di olio evo e friggere le due uova aggiungendo un pizzico di sale e la paprika dolce. Cuocere 5 minuti coperchiando. Tagliare le uova con un coppa pasta tondo.
Pulire l’avocado morbido e tagliarlo a pezzetti mettendolo in una ciotola. Aggiungere il sicco del limone, il sale e schiacciare con una forchetta. Spalmarlo sulle due fette di pane. Aggiungere il salmone affumicato e le uova fritte. Se si vuole aggiungere un filo di olio evo. Servire.
Tra le tante cose che amo particolarmente (in cucina), ci sono le TORTE RUSTICHE (non importa se con le verdure, i salumi, i formaggi … ), l’importante è che siano TORTE RUSTICHE 😀
Ieri sera ho messo mano ai soliti avanzi e a tre piccole zucchine verdi comperate un paio di giorni fa; poi ricotta avanzata, mozzarella da terminare, qualche altro piccolo ingrediente e un rotolo di pasta sfoglia già pronta.
Beh, il risultato è stato … quello che vedete! SUPER … ve lo garantisco!
Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia tonda già pronta
1 uovo
2 cucchiai di ricotta
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di besciamella
5 fette di mozzarella
3 zucchine piccole tagliate a rondelle
Sale
Pepe
Procedimento:
Munirsi di una tortiera apribile da 18 cm di diametro.
Cuocere le zucchine – tagliata a fette – in una padella con poco olio e sale.
In una ciotola rompere l’uovo, aggiungere la ricotta, un pizzico di sale, il parmigiano, la besciamella, il pepe, la mozzarella a dadini, le zucchine cotte e mescolare bene.
In una teglia tonda disporre la pasta sfoglia (l’ho ridimensionata per ricavare qualche striscia di copertura), versare la farcia e coprire con le strisce di pasta sfoglia leggermente arrotolate su se stesse.
Ripiegare i bordi e Infornare a 190 gradi per 25 minuti. Risulta pronta quando sopra diventa dorata.
Servire calda tagliata a fette (ma è buona anche fredda)!
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