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cena a tema

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Le mie cene, quelle “A Casa di Carla”, nascono principalmente da un’idea, e da qui, poi, cerco di costruire il resto: la tavola, il menù, le amiche da invitare e con cui trascorrere una serata in leggerezza.

“Il Frutto Proibito” è stata un po’ tutte queste cose.

Una cena d’autunno, quattordici donne intorno alla tavola e un menu costruito giocando con frutta, colori e sapori della stagione.

Il menù de Il Frutto Proibito

Per la tavola, pensata nei minimi particolari, ho scelto frutta fresca di stagione (uva, melograno, mele, arance, …), lasciandola diventare parte della mise en place insieme ad alcuni rami di vite, che hanno portato un tocco naturale e un po’ rustico. Mi piace quando la tavola non è troppo costruita, ma riesce a raccontare la stagione attraverso elementi semplici. E poi i piatti vintage, di porcellana finissima, acquistati on line per l’occasione, in uno dei tanti siti per appassionati di oggetti che raccontano storie; quattordici piatti, un unico tema: la frutta.

Il dress code … è stato in linea con la serata. “Non venite vestite tutte di color marrone”, ho detto. “La frutta è rosso, come la mela proibita, vinaccio, verde, giallo, viola come i mirtilli … insomma, venite vestite colorate, indossate un sorriso e lasciate a casa eventuali preoccupazioni”.

E poi il menù … abbiamo iniziato con il Bacio Proibito, il cocktail di benvenuto, seguito da piccoli assaggi di mostarda alla frutta piccante e formaggio e da una serie di piatti dai nomi evocativi: Tentazione Rubina, Peccato Bianco, Desiderio d’Estate, fino ai sapori più decisi dell’autunno.

Bit di Mostarda e Formaggio

Tra le portate principali, il risotto all’uva e cipolle rosse, uno dei piatti che più rappresentava lo spirito della cena: cremoso, delicato, con il contrasto tra la dolcezza dell’uva e il gusto più intenso della cipolla rossa.

Risotto all’uva e Cipolle rosse

Risotto all’uva e cipolle rosse

Ingredienti per 4 persone

  • 320 g di riso Arborio per risotti
  • 250 g di uva nera senza semi
  • 2 cipolle rosse di Tropea
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • brodo vegetale q.b.
  • 40 g di burro
  • 50 g di Parmigiano Reggiano
  • olio extravergine d’oliva
  • rosmarino qb
  • sale
  • pepe

Procedimento:

Affettate sottilmente le cipolle e disponete su carta da forno in una teglia assieme agli acini d’uca ben lavati e asciugati. Condite con olio, sale e rosmarino. In forno a 180 gradi per 15 minuti circa.

In una casseruola, tostate il riso per qualche minuto, poi sfumate con il vino bianco o altro liquore (io, a volte uso un pò di gin).

Continuate la cottura aggiungendo poco alla volta il brodo caldo vegetale e mescolando.

Quando il riso sarà al dente, spegnete il fuoco e mantecate con il burro freddo e il Parmigiano.

Lasciate riposare per un minuto e servite con l’uva e le cipolle cotte in forno e una macinata di pepe.

I Biglietti e le frasi …

In un contenitore, accanto “alla mela proibita” avevo raccolto quattordici biglietti colorati, ognuno con una frase.

Durante la cena ognuna ha letto ad alta voce il proprio messaggio. Piccole parole dedicate all’amicizia, alla cena, alla frutta, alla complicità, alla vita e alla bellezza di trovarsi e di ritrovarsi.

Un gesto semplice, ma che ha aggiunto alla serata un momento tutto nostro, fatto di sorrisi e qualche piccola emozione.

A conservare questi momenti ci ha pensato una mia cara amica, che con il suo telefono, da vera professionista, ha fermato e poi raccontato la serata attraverso fotografie e piccole clip video.

Ha catturato la tavola, i piatti, i brindisi e soprattutto quei momenti spontanei che spesso sono i più belli. Le immagini sono diventate così un piccolo racconto della serata, insieme ai ricordi che ognuna di noi ha portato con sé.

Tentazione Rubina – antipasto

E poi è arrivo il dessert: tiramisù alle pesche sciroppate, crostata di farro e ciliegie e panna cotta ai mirtilli neri, per concludere questa piccola successione di tentazioni.

Tiramisù alle Pesche sciroppate

Alla fine, forse, il vero “frutto proibito” non era soltanto la mela oppure la frutta nel menù, ma era la voglia di concedersi una serata diversa, di apparecchiare una bella tavola, di cucinare per le persone care e di lasciarsi andare alla convivialità.

E a Casa di Carla, ogni tanto, qualche tentazione è decisamente concessa.

Dieci donne.

Un dress code nei toni del marrone e dell’oro. Una tavola pensata nei minimi dettagli e un menu interamente dedicato al cacao e al cioccolato.

Così è andata la serata di “Chocolat”, l’ultimo appuntamento delle cene A Casa di Carla.

Bollicine, cioccolato fondente e fiocchi di sale Maldon, un liquore al cioccolato, piatti insoliti, tante risate e quella leggerezza che nasce quando ci si ritrova semplicemente per stare bene insieme.

Perché le mie cene sono sempre così: un tema da raccontare, una tavola da condividere e piccoli momenti da custodire.

Grazie a tutte per aver trascorso con me un altro pezzetto di strada. ❤️🍫✨

A Casa di Carla, alla fine, non si porta in tavola soltanto il cibo, ma anche l’amicizia, la bellezza e il piacere di regalarsi del tempo.

Guarda qui la galleria fotografica:

Da sx verso dx: Carla Seconi, Martina Maranella, Daniela D’Antonio, Carla Di Giamberardino, Silvia Di Lorenzo, Carla De Iuliis (io), Alessandra Maranella, Maria Di Domenico, Federica Matteucci, Marcella Venere
Il Menu

Voglio raccontare un po’ delle mie cene “a lume di candela”

Non chiedetemi dove l’avevo letto … ricordo soltanto che l’idea mi piacque subito!

Di cosa sto parlando!?

Di organizzare ogni sabato sera, a casa, in famiglia e durante il lockdown, una cena raffinata, dalla preparazione del piatto a quella della tavola, per cercare di superare i momenti difficili, tenersi impegnati e, al tempo stesso, non dimenticare che dalle situazioni negative, a volte, possono nascere cose positive, uniche e irripetibili! 

E dopo circa un anno di sabato sera trascorsi ai fornelli, tra le mura di casa, alle prese con piatti, stoviglie, tovaglie preziose, menu nuovi e colorati, frutta e verdura di stagione, spezie profumate, immersa in un’atmosfera intima e familiare … vi confesso che non mi sono pentita!

Panna cotta alla frutta di stagione

E lo rifarei senza esitazione!

Anzi, prima o poi tutto questo credo che lo rimpiangerò, nonostante la fatica e l’impegno considerevole e, a volte, le lamentele e le critiche della mia famiglia (chi non voleva il pesce, chi non mangiava quel tipo di verdura, chi voleva una cucina più tradizionale e non innovativa e diversa, …). 

Voglio lasciare qui nel mio “blog di cucina” qualche immagine, per non dimenticare questi momenti … e, anche qualche simpatico aneddoto! 

Le candele e i fiori sempre a tavola, che cambiavano colore a seconda del tema della serata … mio marito che non riusciva a vedere mio figlio seduto al suo lato opposto per la presenza del vaso di fiori (che, trascorsi i primi cinque minuti, veniva preso e spostato altrove); le candele “accese” che impedivano movimenti liberi tra le portate e l’immancabile e conseguente “puzza” di pollo bruciato 😁

La pizza al piatto da asporto di “Paolo” (una pizzeria vicino casa) ordinata dai miei figli, perché il menu della sera non era di completo gradimento … 

Ma tutto questo ha fatto parte del gioco … e mi sono divertita …