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La ciambella questa mattina profuma di casa e … di cioccolato!

Dopo la mia Cena “A Casa di Carla” tutta dedicata al CIOCCOLATO non riesco a cucinare altro (ah … intanto devo ringraziare tutte quelle persone che stanno apprezzando la serata … siete veramente tantissimi ☺️ e … vi anticipo subito che più in là ci sarà una replica pazzesca 😉)… 

E comunque il cioccolato ora è dappertutto🤣

Questa ciambella è nata così … cacao “super” in dispensa, yogurt greco in frigorifero, farina 00 e tante gocce di cioccolato fondente. E, credetemi … 

 “Basta una fetta a colazione, una tazza di latte o di caffè e la giornata parte con il sorriso” 😊

Morbidissima con un effetto bicolore: a metà dell’impasto ho aggiunto 2 cucchiai di cacao amaro

Una ricetta semplice, sofficissima e perfetta da condividere (in famiglia) oppure … da concedersi tutta per sé!

Ricetta

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 200 g di zucchero
  • 300 g di yogurt greco
  • 140 ml di olio di semi di girasole
  • 300 g di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 120 g di gocce di cioccolato fondente
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • zucchero a velo o crema di cioccolata per guarnire

Procedimento:

Montate le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Unite lo yogurt greco e l’olio di semi, continuando a mescolare.

Aggiungete la farina setacciata con il lievito e amalgamate fino a ottenere un impasto liscio. Incorporate le gocce di cioccolato fondente.

Dividete l’impasto in due parti e in una aggiungete i 2 cucchiai di cacao amaro, mescolando bene.

Versate nello stampo da ciambella imburrato e infarinato alternando i due impasti, creando un delicato effetto marmorizzato.

Cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 30-35 minuti (fate sempre la prova stecchino).

Lasciate raffreddare e, se vi piace, completate con una spolverata di zucchero a velo o crema di cioccolata (io le uova di Pasqua in avanzo sciolte al microonde).

Dieci donne.

Un dress code nei toni del marrone e dell’oro. Una tavola pensata nei minimi dettagli e un menu interamente dedicato al cacao e al cioccolato.

Così è andata la serata di “Chocolat”, l’ultimo appuntamento delle cene A Casa di Carla.

Bollicine, cioccolato fondente e fiocchi di sale Maldon, un liquore al cioccolato, piatti insoliti, tante risate e quella leggerezza che nasce quando ci si ritrova semplicemente per stare bene insieme.

Perché le mie cene sono sempre così: un tema da raccontare, una tavola da condividere e piccoli momenti da custodire.

Grazie a tutte per aver trascorso con me un altro pezzetto di strada. ❤️🍫✨

A Casa di Carla, alla fine, non si porta in tavola soltanto il cibo, ma anche l’amicizia, la bellezza e il piacere di regalarsi del tempo.

Guarda qui la galleria fotografica:

Da sx verso dx: Carla Seconi, Martina Maranella, Daniela D’Antonio, Carla Di Giamberardino, Silvia Di Lorenzo, Carla De Iuliis (io), Alessandra Maranella, Maria Di Domenico, Federica Matteucci, Marcella Venere
Il Menu

Che tenera … la “tenerina”!! 

Se non avete grandi idee, se avete poco tempo e se volete preparare un dolce strepitoso e cioccolatoso per una cena tra amici … la TORTA TENERINA fa al caso vostro!!! 

Ieri pomeriggio, tornata a casa dal mare di fretta, l’ho preparata in pochissimo tempo ed è piaciuta moltissimo (un pezzetto l’ho portato via per la mia colazione di questa mattina)! 

E poi … quella crosticina favolosa … 

Una delle prime volte che mi è capitato di scambiare due chiacchiere con un Molisano sulla mia passione per la cucina, mi è stato confermato che l’Abruzzo e il Molise hanno tanto in comune sulla gastronomia e sulle tradizioni culinarie.  La scorsa estate ho scoperto per caso dei dolci tipici del luogo visitando Montenero di Bisaccia: sono chiamati “CELLINI” o “CELLI CHIENI” e sono ripieni di una farcia a base di mosto cotto. 

In Abruzzo, invece, esistono “Li cillitt’” (gli uccelletti), farciti di marmellata d’uva, arricchita con cioccolato, mandorle e cannella (così, nella tradizione della mia famiglia): però, sono di dimensione più piccoli rispetto ai “cellini” molisani.

li cillitt’ di Sant’Antonio

Dedicati a Sant’Antonio Abate (protettore degli animali e festeggiato il 17 gennaio), li cillitt’, nel Teramano (ma ormai diffusi in tutto l’Abruzzo), costituiscono il simbolo della dedizione e del rispetto dell’uomo verso il Santo, e sono accompagnati da una serie di riti propiziatori (la benedizione degli animali, per preservarli da maltrattamenti e malanni) e l’accensione dei focaracci (il fuoco). Come è facilmente intuibile, vengono chiamati così per la loro forma, che riproduce quella di un delicato uccellino.

Nella mia città, a Teramo, ogni anno, il 17 gennaio, su iniziativa dell’Associazione Culturale Teramo Nostra, dopo la celebrazione della Santa messa nella Chiesa di Sant’Antonio di Padova, viene organizzata la tradizionale benedizione degli animali, davanti a Porta Melatina.

Ogni famiglia, come mi trovo a ripetere più volte dinanzi a ricette che appartengono alla tradizione, conserva la sua, personale, con aggiunte, trucchi e segreti; anche le forme degli uccelletti sono diverse tra loro: basta scorrere in questi giorni le pagine dei più noti social…

Anche io ho approfittato della ricorrenza e, lasciandomi trasportare dalla tradizione del territorio per celebrarla degnamente, facendola così diventare un’occasione speciale, mi sono cimentata nella preparazione de li cillitt’ (anche se qualcuno mi ha detto che sembrano piuttosto dei piccioni)…