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In questi ultimi due anni mi sono piacevolmente  “riscoperta” …

Riesco a cogliere le infinite bellezze del nostro territorio coniugandole alla mia passione per la cucina e per la sua meravigliosa tradizione. 

Camminando lungo il parco fluviale del Vezzola, qui a Teramo, troviamo la Fonte della Noce, un sito medioevale, di grande importanza per la città, perchè, per molti secoli, ha rappresentato il rifornimento idrico di tutta la sua zona nord.

Si legge in una lapide affissa sul sito …

“La regina venne alla fontana e postisi a mensa sola con la figliola, nell’altra il signor Don Alfonso … si trattennero sino al far della notte“… (Muzio Muzij)

Alla Fonte della Noce fece sosta un paio di giorni la regina Giovanna d’Aragona, arrivata a Teramo per prendere possesso della città nel luglio del 1514.

Lapide affissa nelle adiacenze della Fonte della Noce a Teramo

“Per tutta la durata della cena la Regina non fece altro che compiacersi di tanta benevola accoglienza dei teramani e pregò Nochicchia e il Cancelliere di ringraziare a suo nome tutti i cittadini di Teramo, assicurando che non avrebbe mai dimenticato quelle due serate così piacevolmente trascorse nella loro città” (fonte: IL FUOCO DEI SALAMITA, di Elso S. Serpentini).

Una giornata tipica autunnale in cui viene voglia di restare a casa in “tenuta comoda” e gustarsi i piaceri della tavola.

L’altro giorno, in montagna, ho raccolto qualche castagna, i ceci li avevo assieme al rosmarino fresco regalatomi da una mia cara amica (anche questo d’alta quota), e così oggi a pranzo è venuta fuori questa “romantica” zuppetta!

La chicca? Il ricciolo di patata tagliato con l’attrezzino per affettare le mele e poi fritto!

Ora, però, vi voglio svelare una piccola curiosità sui “ceci” … che ho trovato sul web 😊

Tramandare le tradizioni è uno dei modi che si hanno per non perdere la propria identità, sia come abruzzese e, per quanto mi riguarda, come teramana.

E cosi, quale tradizione migliore da tramandare di quella culinaria?  Oggi ho dedicato la domenica mattina alla mia città, allo spaghetto alla chitarra con le pallottine…iniziando dalle pallottine, passando per il sugo e finendo con gli spaghetti ammassati!!

Giornata durissima!! Ma ne è valsa la pena!

Una ricetta antispreco, che viene dal passato.

Ultimamente, a casa mia, non si creano tanti avanzi e, fidatevi, se anche ne dovesse restare un po’,  ho scovato tante ricette che lo reciclano degnamente. 

Questa del pancotto all’abruzzese (e, comunque, alla maniera di casa mia) è un esempio tipico di ricetta sul riuso del pane raffermo. Era un piatto preparato spesso dalla mia bisnonna paterna Marietta, che non sopportava buttare il pane avanzato e, a volte, lo riciclava così! 

Questa sarà la ricetta con la quale contribuirò alla realizzazione del Calendario Cookpad “RICETTE BASE” per l’anno 2021 (la mia sarà nel mese di ottobre).

Una ricetta spiegata e fotografata passo passo anche per i più inesperti in cucina!

Non poteva mancare l’Abruzzo e il suo “Pecorino”…

“Il calendario non è solo uno strumento utile dove scrivere i nostri appuntamenti o prendere ispirazione per cucinare una nuova ricetta, ma un simbolo … di unione e di amicizia in cucina”!!!