Una terrazza, il tramonto che colora i calici e quei piatti semplici che sanno subito d’estate🍷 Ieri sera una cena per due, aria tiepida, chiacchiere lente e uno stuzzico fresco e saporito preparato in pochi minuti, dopo una lunga giornata a lavoro, ma capace di trasformare l’aperitivo in un piccolo e piacevole rito.
Base di cetriolo croccante, feta greca cremosa, pomodorini confit cotti in friggitrice ad aria e olive taggiasche. E ancora … olio evo, sesamo, origano, basilico secco e un pizzico di magia estiva.
Il calice? Da Abruzzese, un buon Montepulciano d’Abruzzo, perfetto per brindare alle sere leggere e alle cene all’aperto, come piace a me. Anzi … a Noi!
Bit di feta e cetriolo croccante
cetriolo a fette spesse
feta greca sbriciolata
pomodorini conditi con olio, sale, zucchero, origano e cotti in friggitrice ad aria a 180° per circa 10 minuti
olive taggiasche denocciolate
olio evo abbondante
sesamo e spezie a piacere
Preparazione:
Assemblate tutto, fermate con uno stecchino e servite freddo con abbondante olio evo🍅🍷
Una sala ristorante trasformata in laboratorio di cultura gastronomica, dove tradizione e formazione si sono incontrate in modo concreto.
Si è svolto il 20 aprile presso l’I.I.S. Di Poppa–Rozzi di Teramo l’evento “Virtù a confronto”, dedicato a uno dei piatti più rappresentativi della cucina abruzzese: le Virtù teramane.
Protagonisti gli studenti del polo alberghiero, impegnati in tutte le fasi dell’iniziativa: dall’accoglienza al servizio, fino al racconto del piatto. Un’esperienza immersiva che ha portato la didattica fuori dall’aula, trasformandola in pratica reale e mettendo alla prova competenze tecniche, organizzative e relazionali.
Al centro della giornata, le Virtù: piatto identitario per eccellenza, tradizionalmente preparato il primo maggio, nato come sintesi tra la dispensa contadina di fine inverno e i primi prodotti della nuova stagione. Una ricetta complessa, fatta di equilibri, tempi e gesti che racchiude il senso più autentico della cucina del territorio.
Sette i ristoratori coinvolti, chiamati a proporre una propria interpretazione del piatto, affiancata da abbinamenti studiati per valorizzarne le caratteristiche. Un confronto diretto tra visioni diverse, in equilibrio tra rispetto della tradizione e slancio innovativo:
Piero Cordoni de “La Granseola”, con una virtù di mare ha aperto la degustazione
Alessandro De Antoniis di “Cipria di mare”, con la sua virtù di pesce abbinata a Pecorino DOC Vinum Hadrianum di Atri, affinato in anfore realizzate a Castelli
Tommaso Melzi chef di “Ebrius”, è la sua virtù accompagnata dal Cerasuolo Ausonia
Patrizia Corradetti per il Ristorante Zenobi
Marcello Schillaci de “La Cantina di Porta Romana”, con un cocktail in pairing
Mirna Iannetti de “I Tre Archi”, con il nipote Cristiano – giovane Chef, ex studente dell’Istituto Alberghiero e quarta generazione – in abbinamento ad una birra IPA artigianale de “La Casa di Cura”, aromatizzata con luppolo americano e tè verde cinese.
E poi Rosita D’Antonio appassionata di cucina, con le sue delicate virtù abbinate ad un Cerasuolo dell’Azienda Faraone.
Un percorso degustativo che ha evidenziato la versatilità delle Virtù e la capacità dei ristoratori di reinterpretare un piatto storico senza snaturarne l’identità, attraverso tecniche contemporanee e accostamenti originali.
A valutare le proposte una giuria degustativa, chiamata ad esprimersi sull’equilibrio complessivo e sugli abbinamenti. A conquistare il primo posto è stato Alessandro De Antoniis, premiato per l’armonia tra la sua interpretazione e il Pecorino Vinum Hadrianum.
Nel corso dell’evento, la dirigente scolastica Caterina Provvisiero ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa: “Eventi come questo rappresentano un’occasione concreta per gli studenti di misurarsi con la tradizione, comprenderne il significato più profondo e trasformarla in competenza. La cucina è cultura viva: esperienze come questa di oggi insegnano a custodirla e a interpretarla con uno sguardo contemporaneo”.
Particolarmente apprezzata la sinergia con i ristoratori del territorio, che ha reso “Virtù a confronto” un vero momento di dialogo tra scuola e mondo del lavoro. Non solo degustazione, dunque, ma un’esperienza completa, fatta di profumi, gesti e relazioni, in cui il cibo si conferma strumento di trasmissione culturale.
L’iniziativa si consolida così come un appuntamento capace di valorizzare il patrimonio gastronomico locale e, allo stesso tempo, di proiettarlo nel futuro attraverso le nuove generazioni.
Ci sono ricette che sorprendono per la loro semplicità e per l’equilibrio di sapori inaspettati. Questo filetto di maiale al caffè e miele nasce proprio dall’incontro tra due note opposte: l’intensità leggermente amara del caffè e la dolcezza avvolgente del miele. Il risultato è un piatto profumato e armonioso, in cui la carne rimane morbida e saporita, arricchita dal rosmarino e da un sughetto ricco e aromatico.
“L’incontro tra l’intensità del caffè e la dolcezza del miele trasforma un semplice filetto in un equilibrio sorprendente di sapori.”
È una ricetta veloce ma elegante, perfetta per portare in tavola qualcosa di diverso senza complicarsi la cucina. Servito con funghi appena scottati nel fondo di cottura, questo filetto diventa un secondo piatto completo, rustico ma raffinato, ideale per una cena speciale o per sorprendere gli ospiti con un abbinamento originale.
Ingredienti:
1 filetto di maiale di circa 300 gr tagliato a fettine
1 tazzina di caffè espresso
1 cucchiaio di miele
Olio EVO
sale
pepe
aglio (2 spicchi incappucciati)
Rosmarino fresco
Procedimento:
Rosola il filetto in padella con olio EVO, rosmarino e aglio. Sfuma con il caffè, aggiungi il miele, il sale e il pepe. Cuoci coperto 15 minuti. Il caffè darà profondità e una nota leggermente amara. Servi accompagnato da funghi a fette appena scottati nel sughetto del filetto. Se vuoi aggiungi prezzemolo fresco.
“Le Scrippellette d’oro, baccalà e miele” nascono dall’idea di reinterpretare uno dei simboli più identitari della cucina teramana: le scrippelle. Trasformate in scrippellette fritte, croccanti e leggere, diventano un supporto elegante per la crema di baccalà, creando un piatto che unisce tradizione e contemporaneità.
Il miele d’acacia e la scorza d’arancia creano un ponte aromatico con un vino dolce, tipo moscato, esaltandone le note floreali e agrumate, mentre la sapidità del baccalà mantiene equilibrio e armonia.
Un dialogo perfetto tra memoria e innovazione, che valorizza la cucina abruzzese e l’esperienza del vino.
Il piatto esprime la tradizione abruzzese reinterpretata, mostrando come una preparazione simbolo possa evolvere senza perdere memoria, diventando veicolo di abbinamenti moderni e consapevoli con il vino.
Ingredienti:
Per le scrippellette:
2 uova
60 g farina 00
120 ml acqua
1 pizzico di sale
Olio di semi per friggere (io di arachini)
Per il baccalà mantecato:
200 g baccalà già ammollato
1 cucchiaio olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio latte caldo
Per completare:
1 cucchiaino miele d’acacia
Scorza grattugiata di arancia non trattata
Pepe bianco (facoltativo)
Procedimento:
Preparare la pastella: sbattere uova, farina, acqua e sale.
Cuocere le scrippelle sottili in padella. Tagliarle in quadrati o strisce e friggere fino a doratura. Lessare il baccalà, eliminare pelle e lische, mantecare con olio e latte fino a crema liscia.
Comporre il piatto: crema di baccalà sul fondo, scrippellette calde sopra, qualche goccia di miele, scorza d’arancia e pepe. Servire tiepido, accompagnando con un vino dolce, tipo moscato.
Una crostata morbida e golosa e tutta casa che sa di agrumi e cioccolato!
Una 𝒇𝒓𝒐𝒍𝒍𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂 — succo fresco e scorza grattugiata — e un cuore morbido di 𝒎𝒂𝒓𝒎𝒆𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂, arricchita da un tocco di 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐫𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨 e da tante piccole 𝐠𝐨𝐜𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐨𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 che si sciolgono con il calore del forno.
Un dolce semplice ma, al tempo stesso, elegante, che porta in tavola un autunno più luminoso.
Perfetto per la colazione lenta della domenica, accompagnato da un tè fumante o da un caffè macchiato (proprio come piace a me)!
Ingredienti:
Per la frolla all’arancia:
200 g farina 00
100 g di farina di riso
120 g olio d’oliva
120 g zucchero semolato
1 uovo + 1 tuorlo
Scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
2–3 cucchiai di succo d’arancia
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
Un pizzico di sale
Per la farcitura:
250–300 g di marmellata d’arancia
1–2 cucchiai di liquore all’arancia (tipo Aurum, Cointreau o simili)
2–3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente
Zucchero a velo per decorare
Preparazione:
Prepara la frolla: In una ciotola (o planetaria), sabbia farina e olio. Aggiungi zucchero, scorza d’arancia, uova, un pizzico di sale e infine il succo. Impasta velocemente fino ad ottenere un panetto omogeneo. Avvolgilo nella pellicola e fallo riposare in frigo per 30–40 minuti.
Stendi la base: Infarina leggermente il piano e stendi la frolla a circa 4–5 mm. Rivesti una tortiera, bucherella con una forchetta. Mescola la marmellata con il liquore. Aggiungi le gocce di cioccolato fondente. Versa il ripieno sulla base. Se ti piace, crea un bordo decorato (come in foto).
Cuoci in forno statico a 175°C per 30–35 minuti, finché il bordo non diventi dorato. Lascia raffreddare e spolvera con zucchero a velo.
Jet lag da Seoul, sveglia alle 5 del mattino e… biscotti! ☕️
Quando il fuso orario ti regala ore extra nel cuore della notte, tanto vale trasformarle in profumo di caffè e zucchero.
Sono nati così questi biscotti morbidissimi al caffè d’orzo e al caffè; semplici, profumati e perfetti da personalizzare con quello che si ama di più!
Dalle nocciole tritate all’amarena sciroppata in pezzi; alla scorza d’arancia candita alle noci o mandorle … Sicuramente un’esperienza da assaporare!
Ingredienti (per circa 12 biscotti):
70 g farina di riso
80 g farina tipo 0
6–8 g caffè d’orzo solubile
5 g cremor tartaro
2 g bicarbonato
15 g fecola di patate
30 ml olio di semi
15 ml caffè ristretto
40 ml acqua
40 g zucchero
Zucchero a velo
Procedimento:
Setaccia tutte le polveri in una ciotola. Aggiungi olio, acqua e caffè, poi mescola fino a ottenere un impasto compatto che si stacca dalle pareti. Forma delle palline e disponile su carta forno. Cuoci in forno statico a 180°C per 13–15 minuti. Spolvera con zucchero a velo e… goditi la colazione più profumata della giornata.
Questa TORTA di MELE 🍎 la preparava sempre una mia zia paterna appena iniziavano i primi freddi … e, quando andavo a trovarla, senza darmi il tempo di dire nulla, iniziava ad assemblare gli ingredienti, perché diceva che le mele aiutavano a “combattere” i primi malanni della stagione.
Io non so se sia vero … ma posso assicurarvi che la torta preparata così era veramente buonissima e, perlatro, molto facile; la zia non aveva bisogno di un robot da cucina o di impastatrici super sofisticate. Lei utilizzava solo una grande ciotola, una frusta, amore e tanta buona volontà …
Ho provato a replicarla anche io ed il risultato mi è sembrato niente male.
Perché non provate anche voi?!
Ingredienti (per uno stampo da 20 cm):
4 mele golden
Scorza grattugiata di 1 limone 🍋
2 uova intere
1 yogurt bianco greco
20 gr di olio di oliva
40 gr di zucchero semolato
80 gr di farina 00
Mezza bustina di lievito per dolci
Zucchero a velo q.b. (Per decorare)
Procedimento:
In una ciotola mescolare le uova con la scorza del limone, aggiungere l’olio, lo yogurt, lo zucchero e la farina setacciata con il lievito, poi unire le mele tagliate a dadini e versare tutto nello stampo (cospargere la superficie con un po’ di zucchero). In forno per 40/50 minuti a 180 gradi; una volta pronta (fare la prova dello stecchino) cospargere di zucchero a velo.
La pasta con le sarde (pasta chî sardi)… il profumo della Sicilia e i ricordi di tanto tempo fa.
Un piatto povero, ma ricco di saperi e di sapori.
Oltre alla mia ricetta (con pinoli tostati), voglio svelarvi qualche piccola curiosità legata a questo piatto simbolo della cucina siciliana, e conosciuto per la sua combinazione di sapori unici che evocano il sole e il mare dell’isola.
Ingredienti semplici, ma ricchi di gusto, per creare un piatto che racconta storie di tradizioni e di cultura.
Una preparazione con origini umili, nata dall’ingegno dei pescatori che utilizzavano ingredienti facilmente reperibili per creare pasti nutrienti.
Tradizionalmente, la pasta con le sarde viene preparata durante la festa di San Giuseppe, una delle celebrazioni più importanti in Sicilia.
E poi… esistono diverse versioni di questo piatto, alcune includono l’aggiunta di pomodoro o mandorle, a seconda delle tradizioni locali. Io … i pinoli tostati!!!
Ingredienti (per 2 persone):
160 gr di spaghetti grandi o bucatini
16 sarde (o alici già sfilettate)
1/2 cipolla
1 cucchiaino di pasta di alici
2 cucchiai di pinoli tostati
q.b. di finocchietto selvatico
100 ml di acqua
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
2 cucchiai di pangrattato
1 bicchierino di vino bianco
1 filo olio extravergine d’oliva (a crudo)
1 cucchiaio di uva passa
Preparazione:
Passa le sarde sfilettate sotto l’acqua, per poi tamponarle con dei fogli di carta assorbente da cucina: devo essere ben asciutte. Sbuccia la cipolla, e tritala finemente con un coltello. Sbollenta il finocchietto in acqua leggermente salata e dopo averlo scolato taglialo a pezzettini.
In un ampio tegame versa un giro di olio, la cipolla tritata, la pasta di alici, i pinoli tostati e infine il finocchietto tritato, lasciando appassire per qualche secondo. Sfuma con un bicchierino di vino bianco.
Sistema i filetti di sarde in tegame e lasciali rosolare per qualche minuto. Versa il liquido sui filetti di sarde. Lascia cuocere finché i filetti di sarde diventano chiari. Aggiungi a fuoco spento: un pizzico di sale, un pizzico di pepe, un paio di cucchiai di salsa di pomodoro (se si vuole) per insaporire; mescola e sfalda i filetti di sarde fino a raggiungere la pezzatura desiderata e poi aggiungi l’uvetta passa rinvenuta in acqua e poi strizzata. Cuoci la pasta nell’acqua in cui è stato sbollentato il finocchietto e scolala. Nel frattempo, scalda il condimento per la pasta con le sarde. Versa la pasta nel tegame con il condimento per la pasta con le sarde. A fuoco spento, aggiungi un filo di olio e amalgama. Macina ancora un po’ di pepe e se vuoi aggiungi altri pinoli. Servi calda.
Io quando sono al mare ho bisogno di piatti veloci e colorati … ma non rinuncio mai alla mia cucina!
Cercare di accontentare tutti in famiglia, rispolverare vecchie ricette e, a volte, dare quel tocco diverso che le rende uniche e speciali.
La fettina di vitello (tagliata molto sottile), qui incontra il pomodorino ciliegino appena scottato, oltre al prezzemolo e (non avendo il vino bianco), la BIRRA BIONDA!
Un piatto che sapeva di buono … il pane fresco e croccante delicatamente imbevuto nel sughetto: inutile dirvi che sono andate a ruba!
La ricetta … qui 👇
Ingredienti (per 4 persone):
8 fettine sottili di vitello
250 g di pomodorini ciliegino, tagliati a metà
1\2 bicchiere di birra bionda
2 spicchi d’aglio (facoltativi)
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe q.b.
Una manciata di prezzemolo fresco tritato
Pane fresco per accompagnare
Procedimento:
In una padella ampia, scaldare l’olio con l’aglio incappucciato e schiacciato, poi eliminare l’aglio a doratura leggera. Aggiungere le fettine di vitello, farle dorare su entrambi i lati per 1–2 minuti per lato (sono sottili!). Unire i ciliegini, salare e pepare. Versare la birra a filo, schiumando il fondo, e far sfumare a fuoco medio per 2–3 minuti. Spolverare con il prezzemolo tritato, spegnere il fuoco e coprire per un minuto. Servire subito con pane croccante, da intingere nel sughetto.
Le amiche, tante e tutte sorridenti, la cena, si, quella A Casa di Carla, i colori, quelli che sanno d’estate, e poi il piatto (uno, per tutto, ma pieno di mille emozioni)!!
E poi c’erano i miei bicchieri, quelli dipinti a mano, realizzati in linea con i colori della tavola (pensata e curata nei minimi particolari) … e che sono stati realizzati come “pensiero” per chi, l’altra sera, ha avuto il piacere di trascorrere la lunga serata con me … in leggerezza.
E ancora il menù … colorato, fresco e ricco di dettagli golosi, la torta ai lamponi con una leggera “bagna” alla rosa … e poi i fiori, che incorniciavano il verde della tavola rendendola come un prato in piena esplosione primaverile …
Inutile dire che la serata è stata perfetta … un mix di eleganza, sorrisi e bon ton … il caldo?!
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.