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Una giornata dell’anno dedicata interamenteall’amore, all’amicizia e a tutti gli innamorati.

Una celebrazione che trae le sue origini da molto lontano: numerose sono le ipotesi che si snodano e si raccontano tra leggenda e mistero: qualcuno afferma, addirittura, che la festa sia stata istituita ai tempi di Romolo e Remo per l’allattamento da parte di una lupa; altri, invece, la fanno risalire all’antica tradizione romana dei Lupercalia, le feste paganeche si svolgevano durante il mese di febbraio, per onorare il dio Fauno (Luperco), protettore del bestiame e della fertilità. 

Ma con l’avvento della religione cristiana, i Lupercalia furono reinterpretati e sostituiti da Papa Gelasio I con la Festa del 14 febbraio, dedicata a San Valentino, il Vescovo Martire che, narra la leggenda, fu il primo a celebrare l’unione tra un legionario romano e una donna cristiana.

In tutto il mondo, in Italia, in Europa, in Giappone, nel Regno Unito, in America, … San Valentino è ormai diventata una festa molto popolare, anche se ogni Paese conserva le proprie tradizioni e, a volte, lo celebra in una data differente.

E così, spinta dalla mia innata curiosità, ho fatto una breve ricerca sul web e ho scoperto che … mi piacerebbe trascorrere la festa di San Valentino in Catalogna, ma nella giornata del 23 aprile!

Perchè?!?! Leggete qui e lasciatevi trasporatare dal romanticismo anche a tavola …

San Valentino 💌 la festa di chi è innamorato … di tutto … anche della vita, del cibo e … dei RISOTTI !!

Voglio continuare così … con il suggerirvi un’altra idea di risotto, per stupire … ricordandovi che sul nuovo numero di Novella Cucina ci sono ben quattro miei risotti cucinati con la frutta 🍈 🍊, la storia di una meravigliosa realtà La Strada del Riso dei Tre Fiumi e il racconto di Cristiana Sartori (DiCristiana – Riso Bio), Presidente di questo progetto ambizioso e appassionata della sua terra … e del suo riso 🌾 

Qui un risotto speciale … con Cavolo Capuccio Viola, noci e crescenza … un sapore delicatissimo e un colore meraviglioso … 

Ma lo sapete che ?!?!? 

Cristiana Sartori, agronoma, titolare dell’Azienda Agricola DICRISTIANA e Presidente della Strada del Riso dei Tre Fiumi (Ticino, Sesìa e Po), mi ribadisce che “si tratta di un’iniziativa pensata e creata da e per gli amanti del riso, a cui stanno aderendo 23 Comuni e 46 realtà associative e consortili, con l’obiettivo di valorizzare e far crescere il territorio attraverso la creazione di una carta dei risi le cui varietà differiscono a seconda della zona di coltivazione e delle differenti tipologie di suolo”.

Non si butta nulla!

Anzi … si cerca di riutilizzare al meglio quello che avanza, a volte con risultati inaspettati!! Piovono polpette … da me!

Il ripieno: vi ricordate i Balanzoni Bolognesi?! Quei tortelloni verdi ripieni di #ricotta e #mortadella ?! Beh, con l’aggiunta di qualche spezia e un altro pochino di ricotta, una panatura top tutta croccante, ho ottenuto queste piccole polpette cotte in forno e saporitissime!


Ingredienti:

  • Ricotta vaccina 230 gr
  • mortadella 170 gr
  • formaggio grattugiato 100 gr
  • spinaci freschi 130 gr
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 1 uovo intero
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • Panatura di mais speziata
  • olio EVO qb

Procedimento:

In un recipiente capiente amalgamare la ricotta con l’uovo, la maortadella tritata in mixer, gli spinacoi sbollentati per un minuto in acqua calda salata, strizzati e raffreddati, il formaggio e tutti gli altri ingredienti (ad eccezione del Pangrattato speziato).

Formare delle piccole biglie schiacciate, avvolgerle nella panaura e disporle su una teglia rivestita di carta da forno, aggiungendo un filo di olio EVO.

Mettere in forno a 180 gradi per 10/15 minuti. Servire calde.

Non chiamatelo “tortellino” …

Diciamo pure che si tratta di un tortellino, ma un pò diverso dal solito e un pò lontano dalla tradizione bolognese. Nella forma lo ricorda molto, ma non nella sostanza. Potrebbe piacere a chi, come me, osa un pochino in cucina, a chi, come me, non si vuole annoiare e cerca di mescolare sapori, profumi e sensazioni.

Qui il re del piatto non è il tortellino, ma il caffè, aggiunto sia nell’impasto della sfoglia e sia nel ripieno.

E poi c’è lo zafferano, quello di Daniela, che rilascia un profumo unico!

La ricetta? scorrete qui … e non vi pentirete :))


Ingredienti:

  • 200 gr di farina di semola
  • 2 uova intere piccole
  • 1 cuchiaino d’olio EVO
  • 1 cucchiaino di polvere di caffè

Per il ripieno:

  • 200 gr di ricotta vaccina compatta
  • erba cipollina
  • 1 cucchiaino di polvere di caffè
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • prezzemolo
  • pepe
  • sale

Per la salsa:

  • Qualche pistillo di zafferano
  • 200 gr di Besciamella
  • sale
  • pepe
  • 50 ml di brodo caldo di verdure
  • Parmigiano grattugiato qb
  • polvere di caffè qb

Procedimento:

Mescolare le uova, con il caffè, la farina e l’olio, formando un panetto piuttosto morbido e farlo riposare per una mezz’ora.

In una ciotola, mescolare gli ingredienti per il ripieno. creare delle sfoglie di pasta sottili (n. 5) e ricavare dei quadrati di due cm per lato; al centro posizionare un pò dell’impasto e chiudere a tortellino. Poggiare su un vassoio con un pò di farina. Proseguire con gli altri. Bollire l’acqua con un pò di sale in una pentola capiente per cuocere i tortellini (dovranno cuocere circa 5/6 minuti). A parte, in un pentolino, versare la besciamella, lo zaffereno sciolto nel brodo (qualche pistillo tenerlo da parte) e un pò di parmigiano, Aggiungere il brodo (se necessario), il pepe e un pizzico di sale. Condire i tortellini dopo averli scolati bene e aggiungere un pò di polvere di caffè. Servire.

La CROSTATA ALLA MARMELLATA, quella che profuma di burro e che ti riporta indietro negli anni, a quando eri bambina…

Ogni tanto ci vuole, soprattutto quando hai bisogno di coccole e di momenti di dolcezza! 

Perché a voi non accade mai?! 

Qui ho messo mano agli avanzi di marmellata, utilizzando fragole e frutti rossi e poi l’impasto (a parte il burro ) … con farina di farro biologica e quella di grani antichi … era da tanto che sognavo un impasto friabile e che sa di tanto tempo fa … e ci sono riuscita.

Ingredienti per 8 persone:

  • 200 gr di farina di farro biologica Le Farine Magiche
  • 100 gr di farina grani antichi Terra Nobile
  • 1 uovo intero e 1 tuorlo Le Naturelle
  • 130 gr di burro
  • 100 gr di zucchero semolato Eridania
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci 
  • Marmellata di fragole e frutti rossi  
  • Zucchero a velo vanigliato
  • Taglia biscotti a forma di stella

Procedimento:

Aiutandosi con un robot da cucina montare lo zucchero con le uova Aggiungere le farine assieme al cucchiaino di lievito e poi aggiungere il burro. Mescolare bene così da ottenere un panetto liscio e omogeneo. Far riposare in frigo per mezz’ora l’impasto di frolla avvolto da pellicola trasparente. 

Ungere una teglia tonda da 24 cm e distendere la base di frolla. Versare le marmellate e livellare bene. 

Con la restante frolla tagliare con lo stampo tante stelle da disporre sulla superficie della crostata e tante palline da disporre (leggermente schiacciate) sulla circonferenza della crostata.

Riscaldare il forno statico a 190 gradi e infornare per circa 25 minuti. Far raffreddare bene. Togliere dallo stampo e cospargere di zucchero a velo. Servire.

Tornaco, un piccolo borgo piemontese in provincia di Novara, è conosciuto soprattutto per l’edificio storico Villa Marzoni, oggi sede del Museo della Civiltà e Cultura della Bassa Novarese e per l’antico Castello, distrutto e riscostruito più volte nel corso degli anni.

Ma a Tornaco, oltre alle bellezze da ammirare e visitare, possiamo trovare il riso carnaroli classico e lo zafferano di Daniela Monfrinotti, sommelier del riso, e la sua Azienda che vanta una storia di tanti anni fa.

Mi racconta Daniela che l’Azienda è nata alla fine del 1800 e che, ad occuparsene, erano i suoi nonni e poi i suoi genitori. Sarà probabilmente l’amore per la famiglia e per la sua terra, che hanno spinto e convinto Daniela e suo marito Attilio a portare avanti con entusiasmo quel progetto che sa di antico.

Recentemente, avete inserito anche una gamma di risi “semipronti”. Quali sono le caratteristiche che li rendono “diversi” rispetto agli altri?

“Il riso carnaroli classico e l’autenticità e la genuinità delle migliori materie prime. Il nostro riso, per esempio, di cui curiamo e monitoriamo costantemente la coltivazione in ogni sua fase, viene essiccato e trasformato con cura, prestando attenzione agli effetti della lavorazione sulla resa in cottura del prodotto finito. Per questo, nell’impianto di trasformazione, è stata reintrodotta la sbiancatura a pietra tramite le storiche macchine Amburgo, le uniche in grado di fornire lo standard qualitativo ricercato”.

Carla De Iuliis e Daniela Monfrinotti (Azienda Agricola della Bassa Novarese)

Il suo sorriso, la sua naturalezza, quel suo essere “alla mano”, la rendono sicuramente una persona speciale e fuori dal comune.

Debora Caprioglio, attrice, veneta di nascita ma romana di adozione, è proprio così: una donna amante della vita e del suo lavoro. Scoperta e lanciata da Klaus Kinski, poi diretta da Tinto Brass, Francesca Archibugi e Ugo Chiti, Debora Caprioglio ha proseguito la sua carriera di attrice in teatro accanto ad artisti di peso quali Franco Branciaroli, Mario Scaccia e Mariano Rigillo, prendendo parte anche a varie serie televisive.

Ho avuto la fortuna di conoscerla, di scambiare con lei qualche parola e di riuscire a scoprire che, oltre ad essere una grande attrice, è anche un’amante del buon cibo.

Qui la mia intervista per il mensile NOVELLA CUCINA.

Con il tuo lavoro sei costretta a viaggiare molto e, diciamo per fortuna, hai anche la possibilità di assaggiare i piatti tipici locali. Ce n’è uno che ami particolarmente e a cui è legato qualche tuo ricordo?

“Come ho già detto, con il mio lavoro viaggio tantissimo e ne approfitto sempre per vedere e scoprire nuovi posti e assaggiare i piatti del territorio. Ce ne sono un’infinità … penso che tutte le regioni italiane conservino tradizioni culinarie e piatti meravigliosi! La Puglia, le sue orecchiette con le cime di rapa, per esempio, mi piacciono molto; ma anche il Ragù alla bolognese, i Ravioli del Plin, il Brasato e i tanti Formaggi piemontesi, la Mozzarella di Bufala di Battipaglia, … Di recente, per esempio, sono stata in Sicilia, a Marzamemi, e qui ho comperato tanti vasetti di tonno e il preparato per la pasta con le sarde. E poi la Calabria, con il suo peperoncino e la Toscana, con la Pappa al pomodoro e la Ribollita … potrei continuare all’infinito!”

Vi ricordate?! 

Alla #familydinner dell’altra sera, per le tante cose cucinate, non ho preparato il risotto in programma (quello ai peperoni con il peperone ripieno)…

Mi spiego … 

Prendendo spunto da un risottino preparato da Cristiana Sartori (Azienda DICRISTIANA) non tanto tempo fa … ho pensato di preparare un delicato risotto ai peperoni e parmigiano, però collocando al centro (prima di servirlo) un piccolo peperone tondo ripieno. 

E, anche se in un secondo momento, il risotto è stato realizzato ed è piaciuta o tanto, ma proprio tanto.


Ingredienti (per due persone):

  • 180 gr di riso carnaroli 
  • 2 piccoli Peperoni (verde e giallo) 
  • 60 gr di parmigiano grattugiato 
  • 2 peperoni tondi piccoli 
  • 1 uovo intero
  • Brodo vegetale qb
  • Cipolla bianca piccola 
  • Pepe
  • Vino bianco (una spruzzata)
  • Olio evo 
  • Prezzemolo
  • Rosmarino
  • Olio per friggere (i peperoni)

Procedimento:

Friggere i peperoni gialli e verde tagliati a pezzetti e metterli da parte. 

Mettere sul fornello una padella di medie dimensioni, far soffriggere l’olio con parte della cipolla tagliata sottilmente e aggiungere il riso per farlo tostare circa un minuto. Versare il vino e sfumare. 

Versare il brodo vegetale poco alla volta e mescolare. Coperchiare e cuocere, circa venti minuti (se usate la pentola a pressione, dal sibilo circa 9 minuti, dipende da riso). A parte pulire i peperoni piccoli, togliendo la parte superiore e privandoli dei semi. A parte sbattere l’uovo con 1 cucchiaio di parmigiano, il pepe, il prezzemolo, la cipolla rimasta tagliata a pezzettini e aggiustare di sale. Farcire i peperoni, coprirli con la loro parte superiore e infornare per 15 minuti irrorandoli con un filo di olio evo e sale. Un minuto prima della fine della cottura del riso, aggiungere i peperoni e il rosmarino fresco. Infine il parmigiano rimasto. Mantecare e impiattare come in foto, con il peperone farcito al centro. 

Peperoni ripieni

I colori mi sono sempre piaciuti … e, pensate, appena ho iniziato con i social e la cucina (non tantissimo tempo fa), il mio slogan era “Amo colorare i miei piatti”

Sicuramente da qualche parte comparirà ancora … e, comunque, da allora non è cambiato nulla: continuo a pensarla così.

Quindi, oggi, via libera ai colori !!! 

I piatti, quelli di ceramica acquistati a Peschici e che sono stati i protagonisti (assieme ai bicchieri #dipintidame ) della mia #familydinner dell’altra sera. E, ancora, quello che ho messo nei piatti … veloce, colorato, fresco e gustosissimo! 

“Gamberi argentini sgusciati al Peperone dolce di Altino con pomodorini secchi e foglie di cetriolo”

Il nome è un po’ lungo … ma il procedimento veramente veloce 


Ingredienti per due persone:

  • 8 Gamberi argentini già puliti 
  • 1 grande cetriolo 
  • 10 pomodorini secchi 
  • 1 cucchiaino da caffè di polvere di Peperone dolce di Altino
  • Olio evo
  • 1 cucchiaio di Cognac 
  • Origano secco
  • Maggiorana fresca
  • Salvia fresca
  • Pepe macinato al momento
  • Sale
  • 1 spicchio di aglio

Procedimento:

In una padella versare un giro di olio evo e lo spicchio di aglio. Aggiungere i gamberi e sfumare con il Cognac.

Aggiungere il peperone dolce di Altino, il sale e gli odori. Mescolare a fiamma media per due minuti e spegnere il fuoco. Nel frattempo, tagliare a fettine sottili il cetriolo e condire i pomodorini secchi con olio, sale, salvia, origano e maggiorana. 

Sistemare nei piatti (come in foto), irrorando con un filo di olio Evo e pepe macinato al momento.

l timballo è un piatto della tradizione culinaria unico per ogni regione, che si differenzia per luogo, cultura, ingredienti utilizzati ma soprattutto per i metodi di preparazione propri di ogni famiglia.  

In Abruzzo è considerata timballo sia la preparazione a base di scrippelle e sia quella con pasta fresca all’uovo sottile. 

Nella mia famiglia le versioni sono due (ma sempre di scrippelle): una “rossa”, tradizionale e l’altra “in bianco” (a base di verdure). 

Nella famiglia paterna, in quello “bianco”, oltre a piselli e spinaci, venivano utilizzati anche carciofi e zucchine pastellati. 

E poi … il timballo in bianco veniva proposto sempre in occasione delle festività Pasquali oppure durante qualche occasione “più primaverile” … sicuramente per la presenza di verdure.

Entrambe le versioni sono accomunate da un requisito: assaggiate una volta, non le lascerete mai più!


Ingredienti per 6 persone:

  • 10 uova (per le scrippelle)
  • 10 cucchiai di farina
  • 10 mezzi gusci d’uovo di acqua
  • 100 gr di parmigiano grattugiato 
  • 2 mozzarelle fiordilatte 
  • 50 pallottine di carne fritte (o carne macinata ripassata in padella con un pò di pomodoro)
  • 1 litro di polpa di pomodoro
  • Sale, pepe, noce moscata q.b.
  • Olio evo
  • Una noce di burro per ungere la teglia e per guarnire il timballo prima di infornare
  • Teglia da forno a bordo alti (quadrata o rettangolare)

Procedimento:

Per le scrippelle utilizzare per ogni uovo,  1 cucchiaio raso di farina e 1/2 guscio di acqua e procedere nella preparazione delle “crêpes” utilizzando una padella capiente unta leggermente di olio evo o di lardo (vedi il video su YouTube delle scrippelle ‘mbusse). Preparare il sugo rosso con il pomodoro, in cui saranno tuffate le polpettine di carne già fritte.

Disporre le scrippelle sulla teglia imburrata per foderarla, in modo tale che ne fuoriescano le estremità. 

Creare uno strato di sugo con le polpettine, mozzarella e parmigiano, sale, pepe e noce moscata. 

Coprire con altre scrippelle e ripetere gli strati a piacimento, fino ad esaurire gli ingredienti.

Ripiegare i lembi delle scrippelle e coprire con altre sue scrippelle. Cospargere con fiocchetti di burro.

Mettere il timballo nel forno caldo e a calore moderato per circa un’ora. Servire caldo.