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“Cos’altro puoi rammentare di un gran cioccolato, se non il desiderio esplosivo, seducente, dirompente di assaggiarne ancora, e ancora, e ancora?”

Raymond Hammer

Io davanti a questi cookies non riesco proprio a fermarmi: sono morbidi dentro e croccanti fuori!

Vi devo, però, svelare un segreto: l’impiattamento è mio, ma i cookies sono opera di mia figlia Valentina!

La ricetta!? Per fortuna ha deciso di “passarmela”!

In questo periodo, dovunque clicco sul web, mi compaiono gli stecchi di parmigiano!

Ho deciso di non essere affatto originale, ma banale e di copiarli (lo dico espressamente senza vergogna).

Naturalmente nell’impasto ho messo quello che mi è venuto in mente … in linea con la mia indiscussa ‘“creativita’” .

Da protagonista: la bresaola.

Mini blinis al pistacchio, tagliati come un fiore e guarniti con bresaola, stracciatella di burrara, granella di pistacchio e foglia di spinacino a crudo.

Io abbinerei un buon vino da aperitivo o, meglio, un bicchiere di bollicine. Ma siccome non sono un’esperta sommelier, per l’abbinamento faccio scegliere a voi!! 

La tradizione culinaria abruzzese mi affascina, mi piace ascoltare i racconti della zia e delle persone che hanno alle spalle più anni di me e più storie interessanti da raccontare. Mi affascinano anche le c.d. “pallotte” (polpette) … ma anche voler cercare di aggregare insieme (per sperimentare) i sapori di una volta con gli ingredienti “più attuali” del territorio.

A molti di voi tutto questo sicuramente non piacerà … ma, il mio bisogno continuo di sperimentare abbinamenti nuovi (fermo restando il rispetto per la cucina tradizionale), mi spinge a volte a non disdegnare alcune “divagazioni culinarie”.

Tramandare le tradizioni è uno dei modi che si hanno per non perdere la propria identità, sia come abruzzese e, per quanto mi riguarda, come teramana.

E cosi, quale tradizione migliore da tramandare di quella culinaria?  Oggi ho dedicato la domenica mattina alla mia città, allo spaghetto alla chitarra con le pallottine…iniziando dalle pallottine, passando per il sugo e finendo con gli spaghetti ammassati!!

Giornata durissima!! Ma ne è valsa la pena!

La provincia di Teramo è piuttosto ampia: si passa dal mare alla montagna, attraversando la collina, nello spazio di pochi chilometri. E così, anche la cucina è molto varia: ho deciso di fare un salto nelle zone collinari e di montagna, per assaggiare uno dei piatti “capisaldi” della cucina abruzzese e anche teramana: l’agnello cace e ova, emblema della cucina povera e semplice, ma nello stesso tempo genuina. Qui, il sapore piuttosto forte della carne di agnello viene “smorzato” dal succo di limone e dal mix di erbe aromatiche (timo, rosmarino e alloro).

Nel teramano è uno dei piatti tipici delle Festività Pasquali, anche se ormai è diffuso in tutti i periodi dell’anno.